Monica Manzoni

Di lei si potrebbe dire: una donna una compagna. Forse perché cresciuta fra tanti parenti, tanti gatti, tanti compagni di tante scuole fatte, e poi la banda di Castel San Pietro, la pallavolo prima giocata poi insegnata ed ora l’associazione Caleidos, creata con l’Ilaria di cui abbiamo già parlato e piano piano allargatasi di teste, mani, esperienze, … Monica Manzoni, classe 1978 è la compagna. E questa ricca connotazione appare chiara anche in tutto il suo percorso di studi, dalla neuropsicologia alla psicologia dell’invecchiamento; proprio in quest’ultimo campo, un po’ come una determinata Catwoman e un po’ come una picaresca Don Chisciotte, combatte la solitudine della terza età sia come sentimento sia come luogo comune che caratterizza quel tempo della vita che invece è ricco e fortunato. Da bambina voleva fare la veterinaria e se si considera che l’uomo è effettivamente un animale, il suo sogno si è spostato di poco e focalizzato su un determinato momento del processo della vita. Illuminante per lei e per l’esistenza di Caleidos è stato lo scoprire che un individuo non può essere considerato solo come una serie di funzioni del cervello. Una sfumatura determinante che lascia ad ogni individuo quella sorta di aura magica e mistica che collega tutta la storia dell’umanità. Da un certo punto di vista Monica compre il ruolo di un’esperta che precede il proprio tempo, sensibilmente dentro al cambiamento che ha studiato perché ogni fase della vita si ripete mutando, la differenza è l’approccio: perché se è naturale crescere (tecnicamente: evoluzione positiva) spesso si cerca di allontanare e rinnegare l’invecchiamento (considerato invece evoluzione negativa)? Un punto di vista interessante di una professionalità determinante che porta un aiuto ricco per Caleidos, che nasce perché la burocrazia dei servizi pubblici con troppa facilità impedisce lo sviluppo dei nuovi progetti. “La somma delle parti ha proprietà maggiori delle proprietà delle singole parti”, un concetto che vale per tutto dalle cellule alle nazioni; un concetto che è Caleidos, che è Monica, Ilaria, eccetera eccetera eccetera. L’apertura verso tutto ciò che evidenzia la positività della diversità che caratterizza Monica si vede anche negli hobby con cui riempie il tempo oltre lavoro e associazione: i viaggi dall’America all’Australia, la fotografia con la digitale ma anche con l’analogica, la lettura. A tale proposito, in attesa magari di una mostra fotografica personale, ci siamo fatti consigliare un libro per una undicenne ed uno per una settantenne: “Piccole donne” e “L’arte di ascoltare e mondi possibili”. A voi capire cosa per chi, e buon percorso.