Ilaria Astolfi

Classe 1977 e nata a Rho, Ilaria è una delle due ali di Caleidos. Per vocazione ed anche per missione, Ilaria è una psicologa psicoterapeuta che ha scelto la collettività anziché il classico lettino. Così, alla laurea in psicologia scolastica segue la specializzazione in psicoterapia cognitivo-comportamentale. Parallelo agli studi universitari, in parte anche per pagarli, nella vita di Ilaria c’è anche l’acqua, il nuoto. A soli 20 anni inizia il suo lavoro con un’associazione sportiva dilettantistica con la quale collabora ancora oggi, a competenze maggiorate: e se allora era “solo” una istruttrice di nuoto, oggi Ilaria si occupa di acquaticità per diversamente abili, adulti e bambini. Alla stessa maniera, da una passione, nasce il suo impegno nel creare e far volare Caleidos, passioni che rispondono a necessità sociali che sono anche bisogni del territorio, che come tutti i bisogni vanno soddisfatti. Per Ilaria gli aspetti importanti del suo lavoro con Caleidos, riscontrabili nel progetto per l’interculturalità Castello a Colori, sono ben distinti: “Sostenere le capacità residue dell’individuo e dare più opportunità – sono le parole proprie di Ilaria – ma anche prevenire la formazione dell’essere umano supportando le fasce deboli attraverso le risorse personali che possono vincere le difficoltà”. Convinzioni, queste, che sono proprie della vita personale di Ilaria che inevitabilmente trasforma e forma la professionista, che grazie agli studi riesce ad essere efficace nel suo piccolo modo di migliorare il mondo che poi tanto piccolo non è. E i successi di Caleidos, anche grazie ad Ilaria, ne sono una prova. Caleidos, che nasce anni dopo l’incontro con l’altra ala, Monica: universitarie insieme nei primi anni, allontanate da scelte formative diverse e ritrovate per un progetto che solo insieme, per le affinità quanto per le diversità, poteva nascere. Ed è nato, e come ogni creatura cresce sempre più. Ma che cos’è per Ilaria Caleidos? “La realizzazione di sogni al tempo stesso personali e professionali, un insieme di facce che costituiscono la figura unica che sta dalla parte delle risorse delle persone”. Risorse come quelle della famiglia e del luogo di origine, che in Ilaria hanno segnato la sua sensibilità all’interculturalità: una famiglia sparsa fra Benevento, Ferrara, Bologna e Rho che le ha fatto percepire come casa ognuno di questi posti. Risorse che sono anche essere madre di una bambina di due anni e mezzo, Luce, ballare afrodanza e consigliarci di leggere “L’ultima riga delle favole” e vedere “La casa degli spiriti”. Non abbiamo dimenticato di dire il cognome di Ilaria, che è Astolfi. È che ci piace pensarla così, ilare.