Esempi viventi di intercultura: Ali, culture ed arti

Inauguriamo una nuovissima collezione di interviste dedicate a persone e personaggi che si occupano a vario titolo di cultura e culture con Ali M. Hosseini, artista iraniano con sfumature e contaminazioni giapponesi, francesi, spagnole, polacche ed italiane.

Nonostante la formazione scientifica legata alle energie rinnovabili, Ali ha scelto di diventare artista sperimentale, studiando il proprio percorso personale attraverso lo studio dell’arte e di se stesso, della calligrafia e della musica, dedicandosi alla chitarra e al setar, tipico strumento musicale iraniano.

Mischiando differenti culture, artistiche e umane, Ali è così diventato un vero e proprio artista, in grado di rispondere alle proprie esigenze così come a quelle di chi gli commissiona un lavoro, capace di trasmettere la passione e le intuizioni artistiche attraverso percorsi dedicati a tutte le persone di tutte le età.

Ali, cos’è per te l’arte?

L’arte è un percorso, sono tanti percorsi. E fare arte, per me, non significa solo mettersi in mostra con le proprie creazioni, non è solo una capacità che qualcuno ha ma è una possibilità di tutti gli esseri umani, un viaggio che tutti possono intraprendere. Per questo non credo che l’artista debba solo mettersi in mostra ma soprattutto rendere il pubblico partecipe dell’arte, renderlo artista.

A quale arte o quali arti ti dedichi?

L’arte è il mio campo di studio al quale mi dedico a tutto tondo. Per trasmettere l’arte, però, quella astratta, che è emozione e sentimento, è più comprensibile come esperienza che come contemplazione. Nessuno te la può insegnare, ma solo aiutarti a tirarla fuori. Ogni volta che mi mescolo con qualcuno in uno dei percorsi di introduzione all’arte e alla creatività che tengo presso scuole o associazioni, io sono il primo a captare e imparare qualcosa dalle persone con cui entro in contatto: ogni persona ha una propria cultura, un modo di pensare, una personalità e delle preferenze, dei sentimenti… Tutto fa parte dell’arte e può entrare a fare parte della mia.

Quale consideri il tuo obiettivo artistico?

In una parola, la semplificazione. Le persone tendono ad avere un approccio complicato nei confronti delle cose cose nuove per loro o che ritengono difficili, inusuali, come ad esempio l’arte. Per questo da tre anni investo tutto me stesso in laboratori e workshop con grandi e piccoli, per trasmettere la semplicità e la libertà dell’arte e del suo praticarla.

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