ECCO #cosapossofareio PER L’INTEGRAZIONE!

Dalla quarta edizione del Festival delle Diversità, ecco le bellissime risposte al nostro hashtag #cosapossofareio per l’integrazione tutti i giorni, nel piccolo della vita quotidiana, nella terra dove si cammina e vive…

#cosapossofareio per l’integrazione e per accogliere le diversità? Abbiamo posto questo piccolo ma decisivo e profondo quesito a chi ha scelto di partecipare al Festival, non un quesito retorico ma vero, reale, utile per valorizzare le tante diversità che insieme formano la ricchezza della cultura umana, come nello spirito del nostro Festival. Perché fare intercultura è come avere una macchina fotografica fra le mani: sono quelle mani, le mani di tutti, che decidono su cosa focalizzare l’attenzione, zoom mare e dunque cosa catturare. Ecco allora #cosapossofareio

I ragazzi di Radio Immaginaria: Noi facciamo intercultura attraverso la radio, con gli adolescenti di tutte le nazionalità che ci vogliono mettere la voce!

Ginetta Maria Fino: Per me, per l’integrazione è necessario ascoltare le persone.

Morena: La mia parola d’ordine per l’integrazione è accogliere!

Rosa e Mattia: Nel nostro piccolo noi cerchiamo di superare ogni giorno i nostri egoismi per pensare anche agli altri, aiutandoli se hanno bisogno.

Marco Alpi di NoiGiovani: Essere curioso è il mio modo per integrarmi ed integrare; scambiare continuamente idee con l’altro, chiunque sia, è un grande aiuto per conoscere e crescere.

Sara Rouibi: Ogni attività di aiuto, come anche il nostro gruppo di aiuto compiti, è un modo per conoscere gli altri e quindi anche le altre culture che abitano la nostra città e quindi anche il mondo.

Antonella del Giardino degli Angeli: Per integrarsi… Superare le diffidenze iniziali pensando sempre che possiamo essere tutti stranieri da qualche parte.

Anna: Dobbiamo incontrarci di più fra persone, non essere così distanti chiudendoci ognuno in un gruppo separato dagli altri!

Anna Rita e Cristina: Per noi… Sorridere e ballare!!

 Assessore Fabrizio Dondi: Ogni giorno possiamo tutti essere accoglienti ed ascoltare l’altro.

 Irina: Tutti i giorni possiamo comunicare e condividere le esperienze, perché come dice il detto rumeno “Unde-i unul nu-i putere, unde-s doi puterea creste”, l’unione fa la forza!

Cinzia: Per me per integrarci insieme fra differenti culture dobbiamo promuovere la bellezza in tutte le sue forme.

 Lara: Basta far giocare i bambini insieme fra loro anche con poco e le differenze non esistono più, non sono un problema. I bambini sono il futuro, dobbiamo lasciar loro giusti spazi.

 Vicesindaco Cristina Baldazzi: Tendere la mano, ascoltare, camminare insieme; bisogna essere consapevoli che dentro ognuno di noi c’è anche l’altro, per questo dobbiamo cercare tutti quanti di stare bene insieme.

Milena: E’ anche per l’integrazione delle culture che faccio la giornalista: mi informo ed informo, perché l’unica verità che conosce il mondo è che siamo tutti della stessa razza, quella umana!

Bouchra: Secondo me bisogna continuare ad impegnarsi nel lavoro sociale e culturale che già tante associazioni fanno e migliorare la scuola, che diventi il posto migliore dove i bambini e i ragazzi possono stare, insieme.

Ilaria di Caleidos: Andare oltre a quel senso di impotenza, se non posso materialmente aiutare tutte le persone che si trovano ad affrontare dei viaggi della speranza, o semplicemente anche chi in un percorso più lineare si sente disorientato, e nostalgico posso comunque contribuire a coltivare un sentimento di accoglienza nella mia famiglia, con i bambini e i ragazzi con cui lavoro con la comunità che mi ospita…sì perché in fondo siamo tutti ospiti, le nostre radici sono e devono essere solo il punto di partenza. E questo è appunto lo spirito che mi accompagna e che accompagna tutti gli anni il Festival!