Diversità: l’intercultura come cosa pubblica

Da anni l’impegno di Caleidos per l’intercultura, l’integrazione e la promozione della diversità come ricchezza, il cui clou trova ampio spazio nel Festival delle Diversità, gode del sostegno dell’Amministrazione comunale di Castel San Pietro Terme. Per questo abbiamo voluto dare spazio di parola all’assessore a Scuola e Servizi per l’infanzia, Servizi sociali, Sostegno e Progetti per disabilità ed integrazione, Pari opportunità, nonché vicesindaco Francesca Farolfi; per spiegare direttamente con le parole di un importante partner pubblico che cosa significa l’intercultura che Caleidos promuove anche quest’anno nella cornice del Festival delle Diversità, in programma i prossimi 19 ed anche 21 maggio 2017.

Vicesindaco Farolfi, che significato e quale importanza ha l’integrazione per lei, in primis come cittadina e poi anche come figura pubblica?

Credo che l’integrazione rappresenti, in sostanza, un concetto di reciprocità, un modo di affrontare la vita, che si manifesta nell’accettazione di se stessi e di conseguenza degli altri, e viceversa. Credo che la consapevolezza di chi siamo, della nostra storia, della cultura e della società in cui viviamo, sia un passaggio indispensabile per arrivare ad accettare il punto di vista dell’altro, a capirne il significato, a riconoscerne le distanze ma anche le prossimità. Tale riconoscimento è alla base di qualsiasi forma di relazione positiva e di accoglienza del prossimo. Reciprocità che significa ricchezza, curiosità, interesse verso l’altro. Considero l’integrazione un aspetto essenziale della vita pubblica, un aspetto su cui investire per migliorare i servizi alla persona. L’impegno è volto a cogliere sempre nuove opportunità di crescita per la comunità.

Quali azioni intraprendere per promuovere l’intercultura nel quotidiano?

“Il mondo cambia con il tuo esempio, non con la tua opinione”, Paulo Cohelo. E’ vero, se vogliamo cambiare qualcosa dobbiamo intraprendere azioni, proprio come mi viene chiesto nella domanda! Credo sia importante ricondurre le azioni quotidiane alla modalità di accoglienza dell’altro senza pregiudizi e con la volontà di affrontare le situazioni per trovare, dove possibile, una soluzione, un miglioramento, un piccolo cambiamento. Vivere con passione e interesse ogni occasione utile a promuovere l’integrazione e lo scambio con altre persone di diverse culture, nella propria quotidianità, al lavoro e in famiglia.

Quali azioni dovrebbero invece promuovere le amministrazioni pubbliche, dai più piccoli Comuni allo Stato italiano?

Promuovere il dialogo interculturale, sui temi dell’integrazione e delle politiche per l’immigrazione, attraverso lo scambio delle buone prassi. Posso portare l’esperienza del nostro Comune, che ha introdotto, dall’anno scolastico 2015/16, nuovi interventi di mediazione culturale e alfabetizzazione a scuola. Interventi volti a favorire l’accoglienza nella scuola degli alunni residenti di recente immigrazione in Italia e l’instaurarsi di una relazione positiva con loro famiglie, al fine di favorirne l’inclusione sociale. 

Può raccontarci un episodio personale positivo di integrazione?

L’esperienza di gioco in cortile dei miei figli insieme ad altri bambini, tra cui bambini stranieri. E’ stata una convivenza del tutto naturale per loro, che li ha visti giocare, litigare, e divertirsi insieme.

 

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