Diversità: intervista a Sara Gjergji di Radio Immaginaria

Sara Gjergji è originaria di Tirana (Albania) ma vive a Castel San Pietro Terme dove è impegnata con Radio Immaginaria, la radio degli adolescenti e per gli adolescenti che ha partecipato attivamente all’edizione 2016 del Festival delle Diversità di Caleidos (appuntamento 2017 il 19 maggio ed aggiornamenti sulla pagina FB di Caleidos!!).

Un appuntamento che ha apprezzato e che per questo vi si è, diciamo, affezionata…

sara gjergji

Sara, innanzitutto: che mission ha Radio Immaginaria?

“Radio Immaginaria è il primo network per adolescenti 11-17 anni d’Europa e fa informazione e cultura per i giovani. Trattiamo temi leggeri ma anche impegnati che possano interessare agli adolescenti e lo facciamo con un linguaggio appropriato, semplice e diretto. Tra i tanti argomenti di cui parliamo ci sono anche l’immigrazione, l’intercultura e l’integrazione. Sono cose che toccano i ragazzi in prima persona, ad esempio a scuola, e parlarne fa bene, aiuta. Radio Immaginaria è attiva in diverse sedi in Italia ed anche in Francia, Gran Bretagna, Norvegia, Belgio, e trasmette anche in lingua. Per il gruppo castellano di Radio Immaginaria, l’intercultura è un vero punto di forza: siamo la sezione con più culture, oltre a me che sono albanese ci sono ragazzi e ragazze dall’Etiopia, dal Venezuela, dal Marocco e dalla Romania. Siamo una fotografia della società castellana, dove convivono numerose culture disposte ad integrarsi”.

In che maniera Radio Immaginaria tratta l’immigrazione, l’intercultura e l’integrazione?

“Ad esempio con la rubrica #Cacciabulli, dove parliamo del problema del bullismo. Essere straniero può essere motivo di burle, scherzi o anche esclusione. Questo può accadere soprattutto nei paesi piccoli, dove oltretutto vi è scarsa possibilità di scappare da questi fenomeni. Può capitare che ti giudicano o valutano per l’aspetto fisico, che ti guardano male, che ti prendono in giro, che non ti invitano agli appuntamenti dopo la scuola. Parlo per esperienza personale, essere trattati diversamente può fare male ma può anche fare danno. Per questo mi impegno contro il bullismo, anche e soprattutto quando ha natura razziale”.

Lo scorso anno avete trasmesso anche dal Festival delle Diversità di Caleidos…

“Un festival davvero interessante: legare un momento di festa con giochi e musica ad importanti temi sociali ed attuali come l’integrazione e la ricchezza che nasce dalla multiculturalità è davvero una formula vincente. Si percepiva ricchezza in tutte le diverse proposte, credo che questo faccia passare la paura del diverso che è alla base del razzismo. Abituarsi a guardare con interesse e curiosità anche quello che è diverso da ciò a cui siamo abituati non può che fare bene. E’ fondamentale trasformare la visione in una bella visione. Non vediamo l’ora di tornare a dare il nostro contributo al Festival di quest’anno”.