Diversità è… Musica e corpo

In tutto il mondo culture, etnie e tribù distinte si differenziano anche per i balli che eseguono, ma al tempo stesso nel ballo si riconoscono: cambiano i ritmi, i passi, i tecnicismi, le motivazioni, le ricorrenze ma non esiste cultura umana che non elabori il ritmo e la musica ballando. Possono essere balli di festa o funebri, legati alla religione o alla natura, ma l’essere umano sempre balla.

Alseny Bangoura è maestro di danze africane dell’ovest, dalla Guinea Conakry, in Italia da 6 anni ma ballerino da tutta una vita. “In Africa si impara a ballare insieme a camminare – racconta così il proprio rapporto con il ritmo e il movimento –. Alla scuola elementare oltre a studiare sui libri, i bambini studiano il corpo, il movimento, la manualità direttamente con l’esperienza pratica”.

In Italia, più in generale nel mondo occidentale, Alseny si sente un ambasciatore della cultura africana. “Porto il nostro modo di vedere il ballo che è un fatto primordiale, che unisce il divertimento a tutti gli altri aspetti della vita dell’uomo e delle stagioni della natura. In Africa l’estate ha il suo ritmo, il raccolto ha la sua musica, tutti i momenti della vita sono scanditi da balli di gruppo, singoli o di coppia. Nella mia cultura il ballo è condivisione della vita, è espressione”. Per questo, analizzandole da un punto di vista antropologico, i passi delle danze africane rimandano al volo degli uccelli, al cammino elegante del leone, all’equilibrio della natura.

A Imola, presso il gruppo Danza Africana Imola dell’associazione Yan Kadì di Trento, Alseny tiene corsi di danza tradizionale africana. Energia, corpo, ritmo, ricerca di se stessi, fatica, emozione sono solo alcuni degli ingredienti che traspaiono osservando le sue allieve, una quarantina complessivamente fra studentesse, lavoratrici, mamme, pensionate, donne di tutte le estrazioni sociali che si mettono a piedi nudi e si lasciano travolgere da una diversità che dona ricchezza personale. C’è chi lo fa per sentirsi bene fisicamente, chi per scaricarsi a fine giornata, chi per essere felice. Il ballo, ricongiungendo l’essere umano al suo stato primordiale (le danze africane di Alseny non prevedono costumi, trucchi o attrezzi), ha un grande potere, che va sperimentato.

Imperdibile occasione per sperimentare in prima persona sulla propria pelle e sui propri piedi le danze africane è il Festival delle Diversità 2018 di Caleidos, il prossimo 20 luglio. Fra le proposte per assaggiare i benefici di una multicultura che accoglie anziché dividere si potranno provare anche le danze africane di Alseny, maestro conosciuto ed apprezzato un po’ in tutto il mondo.