Diversità con umanità: parola di Caleidos

Lo scorso anno, all’interno del Festival delle Diversità, ci siamo domandati ed abbiamo domandato ai collaboratori e ai presenti che cosa posso fare io per l’integrazione. Ne sono uscite risposte di impegno quotidiano. Risposte sagge, da ripetersi spesso. Lo dimostrano i recenti fatti in Siria, le uccisioni, le bombe, l’impossibilità della vita in un dato luogo nel mondo, la sofferenza là e l’insofferenza qua.

“Cosa posso fare io per la Siria, mi sono chiesta guardando la tv, leggendo i giornali, navigando su internet e sui social – spiega Ilaria Astolfi, responsabile dell’area intercultura di Caleidos –. Credo che al di là delle azioni concrete e quotidiane che scelgo e compio ogni giorno nella mia vita, nella mia terra, sia necessario rispondere ad una responsabilità morale che ci accomuna in quanto esseri umani, una responsabilità morale che sento chiara alla luce dei recenti avvenimenti e che voglio esprimere. Ho letto in una vignetta che queste sono cose che capitano, così rispondeva il padre al figlio che lo aveva interrogato; subito, però, si correggeva, aveva risposto in maniera sbagliata spinto dal senso di abitudine nei confronti delle stragi e dei morti in guerra come in mare, ed aggiungeva che non è umano abituarsi, assuefarsi, a tali accadimenti. Questo infatti è un fatto pericoloso, aggiungo io, per l’Umanità di ogni essere umano e per la società che si sgretola sotto il peso esistenziale della violenza stessa. #everychildismychild ha postato su facebook Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, ed è proprio così: servono umanità ed empatia, siamo una razza unica e non dovremmo sopportare che possano succedere violenze così grandi a nessuno. Fra i primi sentimenti che ho provato nei confronti degli attacchi chimici in Siria vi erano rabbia e frustrazione per il mio non poter andare là, non poter far nulla. Poi ho riflettuto che fra non andare là a fermare le bombe e non fare nulla c’è tanto spazio per agire. Ecco allora cosa posso fare io: posso educare ogni giorno la mia famiglia e chi mi sta vicino alla pace e al rispetto, posso impegnarmi e lavorare per una società civile inclusiva, che accetti l’altro e sia umana anziché anaffettiva ed anestetizzata nei confronti dell’essere umani e degli esseri umani stessi. Nel mio piccolo posso coltivare sentimenti positivi nel rispetto mio e dell’altro, perché entrambi esistiamo solo se esistiamo contemporaneamente, io mi posso definire solo nelle differenze con gli altri e per questo l’altro è fondamentale; siamo tutti legati gli uni agli altri con fili a doppio nodo, io-l’altro. Nel piccolo, nel quotidiano, nel reale, io e Caleidos posso e possiamo fare, con le mie azioni, con le nostre azioni, con i progetti nei quali crediamo, con il sostegno alle realtà che possiamo conoscere e che già operano in prima linea. Caleidos, ad esempio, sostiene Il cuore in Siria; non siamo lì, ma siamo vicini”.

Caleidos, poi, sta lavorando sodo per organizzare anche quest’anno il Festival delle Diversità, in calendario il prossimo 19 maggio 2017 al Giardino degli Angeli; salvate la data in agenda, presto il programma.

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