ColtiviAMO la biodiversità.. E la biodiversità fiorisce!

Il laboratorio sull’intercultura ColtiviAMO la (bio)diversità” proposto da Caleidos alle classi che hanno vinto il concorso musicale del Festival delle Diversità 2017 sta dando i suoi frutti. Dai semi e gli altri materiali consegnati ai bambini e alle bambine, metafora dell’importanza della biodiversità per il perpetuarsi della vita, sono nate delle consapevolezze.

Innanzitutto, quali sono gli ingredienti utili per coltivare la diversità?

Grazie al laboratorio i bambini hanno sperimentato che per coltivare una pianta, così come una relazione, ci vogliono cura, pazienza, fiducia.

Un vero e proprio dibattito è poi nato leggendo la fiaba “Il fiore giallo” di Renate Schupp, che racconta di un paese dove fra soli fiori rossi ne nasce uno giallo e il reame si divide: la principessina vive l’esperienza con stupore e curiosità, il giardiniere con diffidenza e paura. Dalla classe, divisa nei due punti di vista differenti, sono nati spunti diversi: che il giallo non è permesso perché la legge ammette solo i fiori rossi, che è più bello un giardino tutto uguale fatto di fiori dello stesso colore, ma anche che il fiore giallo con la sua diversità dà luce e risalto anche ai fiori rossi, che il fiore rosso è riconosciuto tale solo perché esiste anche il fiore giallo.

Ma come si risolve l’accesa discussione nata fra chi accetta solo fiori rossi e chi invece li accetta tutti?

C’è chi ha proposto di dividere i giardini con un muro così che ogni giardiniere o principessina potesse coltivare quello che preferiva, quello che lo faceva felice. Ma c’è anche chi ha fatto notare che anche alcuni fiori rossi hanno sfumature gialle al loro interno e che quindi in una visione macroscopica non ha senso separare fiori diversi solo per una sfumatura di colore.

La discussione, nata dallo stimolo proposto da Caleidos di dividersi in giardinieri e principessine ed affrontare dunque pareri diversi, si è comunque svolta in maniera del tutto naturale, senza guide o limiti. Perché, in fondo, i bambini vanno stimolati a riflettere e non imbrigliati con i nostri pensieri precostituiti.

Il lieto fine? Il giardino della classe dove ogni alunno ha rappresentato il proprio fiore, ognuno diverso dall’altro così come gli alunni stessi sono tutti diversi. Naturalmente, la diversità vince.