Barattolo di latte di cocco

Ciao, sono un barattolo di latte di cocco 100 per 100 proveniente dal Bangladesh. Dopo essere
stato una noce di cocco, e quindi essere cresciuto e maturato, mi hanno spaccato, spremuto e
messo in barattolo. Niente di strano, è il mio destino. Poi mi hanno impacchettato insieme a
tantissimi altri barattoli di cocco che avevano subìto il mio stesso percorso e impilato insieme a
tanto altri scatoloni su una nave che sembrava piccola piccola, tanto era piena. Dopo un viaggio
in mare di qualche giorno siamo arrivati in Sicilia, ci hanno stoccato al porto e diviso in gruppi di
scatole da spedire altrove. La mia scatola, insieme ad altre, ha stazionato qualche giorno sotto
un tendone battuto dal sole siciliano; scatola per scatola, ci hanno fatto i raggi X per vedere che
non ci fossero brutte sorprese, e poi controllato a mano. Poi ci hanno spostato su grandi camion
che sembravano piccoli piccoli tanto erano pieni, diretti a Bologna. A Bologna ci hanno fatto
stazionare qualche giorno in un magazzino, poi ci hanno dirottati verso le destinazioni finali. La
mia scatola è arrivata ad Imola dopo 4 giorni di mare e due settimane in giro per l’Italia.
Ciao, ti ho preso in giro. Non sono un barattolo, sono un essere umano, come te. Tutto il resto
della storia, però, è vera.

Barattolo di latte di cocco

monologo di Milena Monti

tratto dallo spettacolo teatrale Bhramanakarira-Siamo tutti viaggiatori

scritto per Caleidos e nato da interviste reali ad alcuni richiedenti asilo ospiti del centro di accoglienza La Pascola di Imola.

Dalle medesime interviste Caleidos ha tratto anche l’omonimo gioco di ruolo proposto alla scuole superiore Canedi di Medicina (e disponibile per altre scuole, su richiesta – per info: ilaria@caleidos.bo.it)