Fiabe che viaggiano: “Little Girl” arriva in Ludoteca a Castello

Fiabe che viaggiano: “Little Girl” arriva in Ludoteca a Castello

C’era una volta una bambina che doveva attraversare il bosco per portare il pranzo alla nonna nonostante nel bosco abitasse il lupo cattivo… Ma c’era anche una bambina che non doveva allontanarsi da casa, dopo che la mamma era uscita, perché nella giungla c’era il lupo cattivo… Una è Cappuccetto Rosso, l’altra è Little Girl; una è la versione occidentale e più nota della fiaba che tratta l’allontanamento da casa e i conseguenti pericoli, l’altra è la versione della tradizione africana. Una tradizione, però, contaminata dal viaggio che non solo le persone, ma anche i racconti, fanno da un Paese ad un altro, da un continente all’altro. Ecco perché nella giungla di Little Girl abita il lupo, animale non propriamente tipico dell’Africa.

Viaggiando anche le storie, così come le persone, si arricchiscono. A raccontarcelo direttamente saranno, il prossimo 20 marzo per la presentazione di Little Girl, la editor della casa editrice Angela Catrani e Beniamino Sidoti, che si è occupato del testo in rima che dona al testo ritmo e musicalità. Il libro è “illustrato” dalla papirografa Clementina Mingozzi, che ha dato letteralmente vita a Little Girl con forbici, carte e ritagli.

La trama: La mamma esce di casa: tornerà solo al tramonto e chiede alla sua bambina, Little Girl, di non allontanarsi, nella giungla c’è il lupo cattivo! Little Girl promette: certo ubbidirà. Ma i fiori che circondano casa, i meravigliosi fiori che emergono dalla giungla, sono un’attrazione gioiosa. Come trattenersi? Un fiore violetto, ai margini del giardino, un fiore rosa,  poco più in là, e poi un fiore arancione e uno giallo… Little girl è ormai dentro alla giungla e l’incontro con il lupo è solo questione di attimi…  

Appuntamento con la seconda tappa della rassegna di intercultura attraverso la letteratura a cura di Caleidos mercoledì 20 marzo alle 17 sempre alla ludoteca Spassatempo (in via Caduti di Cefalonia 256 a Castel San Pietro Terme) per la presentazione di Little Girl e la lettura animata di Beniamino Sidoti.

Esempi viventi di intercultura: Beniamino Sidoti e la letteratura junior

Esempi viventi di intercultura: Beniamino Sidoti e la letteratura junior

C’erano una volta le fiabe, ma ancora ci sono. Vengono raccontate, lette, scritte, riscritte, girano, viaggiano e continuano a vivere in molteplici vesti. Anche questo fa parte del concetto di intercultura che Caleidos promuove da anni. E che quest’anno l’associazione propone anche nella veste specialissima dell’intercultura traghettata dalla letteratura, perché la diversità fa bene anche da leggere.

Il libro Little girl (Bacchilega Junior) è solo uno dei tanti esempi di intercultura attraverso le fiabe: è la storia di una bambina che si perde nella giungla ed incontra il lupo cattivo, una specie di Cappuccetto Rosso che porta in sé tanta tradizione quanta diversità. A curare il testo del libro è stato Beniamino Sidoti, scrittore ed esperto di letteratura per l’infanzia che abbiamo intervistato sulla cultura dell’intercultura grazie ed attraverso i libri…

Quanti ruoli può avere un libro rispetto alla quotidianità del lettore, grande o piccolo che sia?

Un libro è un compagno speciale a questa età: perché è qualcosa cui si ritorna e perciò entra a far parte del quotidiano. Un libro non viene consumato come un cartone animato, ma viene rivisto e apprezzato, consente ogni volta scoperte ulteriori (se è un buon libro). Un libro ci accompagna, e ci tiene in una zona sospesa, dove scopriamo cose del mondo e di noi. Così un libro è un amico e una guida, una finestra e una porta, un nutrimento e un abito.

Riguardo Little girl, perché si può dire che è ma non è “Cappuccetto rosso”?

Little girl è una fiaba afroamericana, con provenienze centroafricane: è un testo che aveva affascinato e colpito Clementina Mingozzi per le sue risonanze con la nostra Cappuccetto Rosso, con un’ambientazione differente. Come spesso capita nelle fiabe, cambiando poco cambia tutto: Little Girl non è Cappuccetto Rosso e non ha una nonna da andare a trovare, e il lupo è un lupo diverso; rimane la corsa nel bosco, resta la disubbidienza a un ordine, ma Little Girl si salva da sola, cantando e facendo addormentare il lupo. Per chi la legge oggi questa semplice vicinanza apre delle possibilità diverse, e prolunga la vita di entrambe le storie. Nella scrittura del testo ho voluto conservare questa eco sia di un testo di una cultura altra che la fascinazione della musica, della voce di Little Girl che arriva a sconfiggere il lupo: la tessitura delle parole è così ritmica, scandita, quasi da cantastorie – proprio per lasciare la traccia di una tradizione orale.

Quali altre storie o libri aiutano a creare un mondo migliore e più unito? (consigli di lettura)

Anzitutto, quante altre storie? Tante altre storie: ogni storia può essere buona se dialoga con altre storie, se propone una lettura che si intreccia con altre. E poi: storie buone, ricche di profondità, di complessità – facili da capire ma che restino. Non storie con la morale, storie che insegnano: ma storie che permettano di imparare e di scoprire. Storie belle. Le storie tradizionali parlano spesso di difetti e qualità che si sono un po’ perse: non il valore astratto dell’amicizia (che si trova sempre adesso in ogni storia o film) ma la collaborazione, la diffidenza, la fiducia, la ricerca, la fatica. Cose concrete, che si trovano meglio nella verità delle fiabe che nella finzione del romanzo.

Tu ti occupi da tempo di un progetto “social” per contrastare l’odio che proprio sui social dilaga facilmente e velocemente (“Strategie per contrastare l’odio”). Da cosa nasce questo progetto e che scopo ha?

“Strategie per contrastare l’odio” è una pagina Facebook nata sul mio bisogno di fare qualcosa per arginare le comunicazioni d’odio, per proporre o ricordare un modo diverso di stare insieme, che rinuncia all’odio. Ogni giorno propongo una strategia, cioè un sistema concreto per evitare l’odio, per difendersi dall’odio, per restare centrati nelle cose che ci piacciono, per continuare a incontrare l’altro. Sono storie, barzellette, recensioni, riflessioni, esercizi: cose che possono servire per continuare a guardare oltre, e a tirare su la testa per mantenere uno sguardo lontano e limpido.

Il Festival delle Diversità… Torna presto!

Il Festival delle Diversità… Torna presto!

Questa estate torna il Festival delle Diversità, ormai tradizionale appuntamento che Caleidos mette in scena a Castel San Pietro Terme per promuovere l’intercultura attraverso sempre diversi progetti culturali (e non solo) a dimostrazione della ricchezza che nasce dall’incontro fra culture differenti…

Restate aggiornati attraverso il sito e la pagina Facebook dell’associazione per scoprire luogo e data della nona edizione del Festival delle Diversità di Caleidos… Stiamo lavorando ad un ricchissimo programma!

Uno nessuno cento dei… Noi siamo!

Uno nessuno cento dei… Noi siamo!

Noi siamo… Tu sei!

Ecco cosa è emerso dalla partecipata presentazione del libro “Uno, nessuno, cento dei. Tu chi sei?” di  Francesca Guccini e Federica Verrillo ed  illustrato da Giulia Guerra, per Epokè edizioni.

Il libro è stato presentato alla ludoteca comunale Spassatempo di Castel San Pietro Terme come primo appuntamento di una rassegna di momenti dedicati all’intercultura traghettata dalla letteratura, a libri, cioè, che possono aiutare a comprendere o spiegare i concetti di diversità, uguaglianza di diritti, culture anziché solo cultura, in una parola quella intercultura che Caleidos da anni promuove attraverso azioni concrete ed appuntamenti pubblici (come il Festival delle Diversità di Castel San Pietro Terme).

Il viaggio attraverso le dieci religioni più diffuse in Italia ha coinvolto tanto i grandi quanto i piccoli, questi ultimi protagonisti anche del laboratorio proposto dalle autrici presenti. 

Il prossimo appuntamento (mercoledì 20 marzo alle 17 sempre alla ludoteca Spassatempo) sarà invece dedicato al libro Little Girl dell’editore imolese Bacchilega Junior, una “ristoria” illustrata dalla papirografa Clementina Mingozzi che riprende la fiaba di Cappuccetto Rosso nella versione della tradizione africana.

Esempi viventi di intercultura: Francesca, Federica e i cento dei

Esempi viventi di intercultura: Francesca, Federica e i cento dei

Uno, nessuno, cento dei. Tu chi sei? è il titolo del libro che Francesca Guccini e Federica Verrillo, insegnanti e ricercatrici una castellana l’altra imolese, hanno pubblicato per Edizioni Epokè. Come suggerisce il titolo, si tratta di un libro che tratta di fede, anzi, di fedi: letteralmente un viaggio attraverso le maggiori religioni più diffuse. Dunque, indirettamente, anche un viaggio attraverso l’intercultura… Motivo per cui abbiamo deciso di includere Francesca e Federica nella nuovissima collezione di interviste dedicate a persone e personaggi che si occupano a vario titolo di cultura e culture.

Ragazze, che cos’è per voi l’intercultura?

Intercultura è apertura, è conoscenza. Educare all’intercultura è uno dei nostri primi obiettivi, in quanto la diversità ci fa crescere e il momento storico in cui viviamo ci propone una varietà sempre più ricca di sfaccettature sociali. Per noi insegnanti, a scuola, è ascoltare un bambino che recita il Corano davanti ai compagni, spiegare le motivazioni di una dieta differenziata, partecipare a prese di posizione legate a capi di  abbigliamento della tradizione, raccontare e fare raccontare le esperienze di ciascuno per creare un giro di vite che rafforzi le relazioni. Per noi come ricercatrici, invece, è stato ascoltare tutti gli aneddoti dei capi spirituali e non che ci hanno accolte, assaggiare i cibi tipici e religiosi offertici, partecipare a funzioni nei templi e nei luoghi di culto indossando anche copricapi per rispettare i costumi richiesti… Per scrivere questo libro abbiamo fatto il giro del mondo senza spostarci dall’Emilia Romagna. Questa è intercultura.

In che modo la conoscenza favorisce l’intercultura?

La conoscenza favorisce l’intercultura quando la proposta educativa è varia. E’ davvero difficile trovare un bambino che non abbia salde strutture mentali o ideologie dettate dai famigliari o dal web; queste non gli permettono di essere completamente libero da vincoli nelle opinioni e nelle scelte. E’ dunque fondamentale educare senza dare giudizi, ciò deve essere la base dello stare insieme, potendo raccontare le proprie scelte e confrontandosi sulle diverse identità culturali. La conoscenza e l’educazione possono contrastare i pregiudizi e i preconcetti che spesso allontanano dall’altro, riteniamo che nel 2018, sia un crimine andare contro La Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo che, ad esempio, al principio 7 esprime “Egli (il bambino) ha diritto a godere di un’educazione che contribuisca alla sua cultura generale e gli consenta, in una situazione di eguaglianza di possibilità, di sviluppare le sue facoltà, il suo giudizio personale e il suo senso di responsabilità morale e sociale , e di divenire un membro utile alla società”. E al principio 10 “il fanciullo deve essere protetto contro le pratiche che possono portare alla discriminazione razziale, alla discriminazione religiosa e ad ogni altra forma di discriminazione. Deve essere educato in uno spirito di comprensione, di tolleranza, di amicizia fra i popoli, di pace e di fratellanza universale, e nella consapevolezza che deve consacrare le sue energie e la sua intelligenza al servizio dei propri simili”.

Con quale obiettivo avete scritto questo libro?

L’idea di scrivere un libro per bambini che trattasse questo tema in maniera semplice è nata dalla necessità di Francesca di spiegare a sua figlia Vera le religioni… Diventando poi un best seller – scherzano-. Sappiamo quanto il tema possa spaventare e per questo abbiamo ritenuto importante renderlo fruibile sia dai piccoli lettori che da adulti curiosi che li possono aiutare durante la lettura. Questo libro può essere un inizio, per una potenziale accettazione dell’altro, per una riflessione più generale sulla società che è cambiata e che tutt’ora sta cambiando, per aprire ponti tra le culture e per far capire fin dalla tenera età che la diversità dà la possibilità di guardare il mondo con altri occhi e ci amplia le prospettive, arricchendoci.

 

Caleidos ha il piacere di invitarvi alla presentazione di “Uno nessuno cento dei. Tu chi sei?”  e al laboratorio multiculturale per bambini il prossimo 19 FEBBRAIO  alle ore 17 a Castel S. Pietro Terme presso la LUDOTECA SPASSATEMPO in via Caduti di Cefalonia 256

Uno, nessuno, cento dei. Tu chi sei?

Uno, nessuno, cento dei. Tu chi sei?

Niente paura: non è una domanda personale. Si tratta, infatti, del titolo del libro che inaugura il nuovo spazio che Caleidos ha deciso di destinare all’intercultura traghettata dalla letteratura, a libri, cioè, che possono aiutare a comprendere o spiegare i concetti di diversità, uguaglianza di diritti, culture anziché solo cultura, in una parola quella intercultura che Caleidos da anni promuove attraverso azioni concrete ed appuntamenti pubblici (come il Festival delle Diversità di Castel San Pietro Terme).

A febbraio diamo spazio alla fede e alle fedi grazie al libro di Francesca Guccini e Federica Verrillo, insegnanti e ricercatrici una castellana l’altra imolese, che insieme hanno scritto Uno nessuno cento dei. Tu chi sei?, edizioni Epokè ed illustrato da Giulia Guerra.

Si tratta, letteralmente, di un viaggio attraverso le religioni: dal buddhismo al cristianesimo nelle sue tre confessioni più diffuse (ovvero cattolicesimo, cristianesimo ortodosso e protestantesimo) ad ebraismo, induismo, islam, sikhismo, testimoni di Geova; uno spazio è poi dedicato anche ai non credenti. Tra filastrocche e laboratori, lo scopo del libro è quello di insegnare divertendo le principali caratteristiche delle religioni più diffuse e di educare al rispetto della fede altrui. Il libro infatti è pensato per bambini, genitori, insegnanti.

Caleidos ha il piacere di invitarvi alla presentazione di “Uno nessuno cento dei. Tu chi sei?”  e al  laboratorio multiculturale per bambini il prossimo 19 FEBBRAIO, alle ore 17, a Castel S. Pietro Terme presso la LUDOTECA SPASSATEMPO in via Caduti di Cefalonia 256.

Esempi viventi di intercultura: Ali, culture ed arti

Esempi viventi di intercultura: Ali, culture ed arti

Inauguriamo una nuovissima collezione di interviste dedicate a persone e personaggi che si occupano a vario titolo di cultura e culture con Ali M. Hosseini, artista iraniano con sfumature e contaminazioni giapponesi, francesi, spagnole, polacche ed italiane.

Nonostante la formazione scientifica legata alle energie rinnovabili, Ali ha scelto di diventare artista sperimentale, studiando il proprio percorso personale attraverso lo studio dell’arte e di se stesso, della calligrafia e della musica, dedicandosi alla chitarra e al setar, tipico strumento musicale iraniano.

Mischiando differenti culture, artistiche e umane, Ali è così diventato un vero e proprio artista, in grado di rispondere alle proprie esigenze così come a quelle di chi gli commissiona un lavoro, capace di trasmettere la passione e le intuizioni artistiche attraverso percorsi dedicati a tutte le persone di tutte le età.

Ali, cos’è per te l’arte?

L’arte è un percorso, sono tanti percorsi. E fare arte, per me, non significa solo mettersi in mostra con le proprie creazioni, non è solo una capacità che qualcuno ha ma è una possibilità di tutti gli esseri umani, un viaggio che tutti possono intraprendere. Per questo non credo che l’artista debba solo mettersi in mostra ma soprattutto rendere il pubblico partecipe dell’arte, renderlo artista.

A quale arte o quali arti ti dedichi?

L’arte è il mio campo di studio al quale mi dedico a tutto tondo. Per trasmettere l’arte, però, quella astratta, che è emozione e sentimento, è più comprensibile come esperienza che come contemplazione. Nessuno te la può insegnare, ma solo aiutarti a tirarla fuori. Ogni volta che mi mescolo con qualcuno in uno dei percorsi di introduzione all’arte e alla creatività che tengo presso scuole o associazioni, io sono il primo a captare e imparare qualcosa dalle persone con cui entro in contatto: ogni persona ha una propria cultura, un modo di pensare, una personalità e delle preferenze, dei sentimenti… Tutto fa parte dell’arte e può entrare a fare parte della mia.

Quale consideri il tuo obiettivo artistico?

In una parola, la semplificazione. Le persone tendono ad avere un approccio complicato nei confronti delle cose cose nuove per loro o che ritengono difficili, inusuali, come ad esempio l’arte. Per questo da tre anni investo tutto me stesso in laboratori e workshop con grandi e piccoli, per trasmettere la semplicità e la libertà dell’arte e del suo praticarla.

Per seguire il lavoro di Ali e le possibilità di workshop con l’artista, basta seguirlo sui social:

Facebook: Libraartitaly
Instagram: Libra.arte
Leggere l’intercultura

Leggere l’intercultura

Cultura è tutto ciò che caratterizza l’attività umana: arte, musica, letteratura, e così via. Lo stesso vale per l’intercultura, che è anche da anni una delle mission di Caleidos che l’associazione trasmette con numerose iniziative ed un festival, il Festival delle Diversità, diventato un appuntamento fisso a Castel San Pietro Terme (BO).

Una nuova azione che Caleidos sta ideando per promuovere e raccontare l’intercultura a partire dai primi mesi del prossimo anno è attraverso i libri. Ci sono storie che non sono semplici storie ma, piuttosto, sono delle interstorie: storie che raccontano la cultura e le culture. Storie che Caleidos ha il piacere di raccontarle attraverso le voci delle penne che le hanno scritte o riscritte. Storie da scoprire insieme, per arricchire la cultura e le culture.

Restate aggiornati per scoprire i dettagli e gli appuntamenti che Caleidos sta preparando per continuare insieme il nostro percorso per favorire l’intercultura!

Aggiungi un piatto a tavola

Aggiungi un piatto a tavola

Ci sono tanti modi per viaggiare: con la fantasia, con un mezzo di trasporto, accostandosi a culture diverse dalle nostre incrociando nel nostro cammino persone diverse.  Per portarsi a casa “un pezzo di cultura altra” non sempre servono tanti km, perché si può arrivare fino dall’altra parte del mondo e rimanere impermeabili alla ricchezza culturale del paese ospitante, ma è anche vero che ci si può  non  muovere da casa e farsi permeare da diversità dal sapore lontano. 

I sapori lontani sono  i protagonisti di questa nostra nuova avventura: “Aggiungi un piatto a tavola”.

Le persone si sono sempre raccolte attorno ad un fuoco per raccontarsi e tramandarsi le proprie storie e il focolare, così come il mangiare hanno da sempre facilitato lo stare insieme. 

Attraverso un’atmosfera informale e avvolgente fatta di chiacchiericci, di storie, del rumore delle stoviglie utilizzate nella preparazione, di aromi e di colori  vogliamo farvi viaggiare con tutti i sensi.

Duranti gli incontri si cucineranno piatti provenienti da diverse parti del mondo per poi degustarli insieme.

Seguitici sulla nostra pagina facebook per non perdervi il primo appuntamento!

Festival delle Diversità, il programma del 20 luglio fra balli e apericena multietnico

Festival delle Diversità, il programma del 20 luglio fra balli e apericena multietnico

Balla come mangi! L’ottava edizione del Festival delle Diversità, che l’associazione castellana per la promozione del benessere psico-sociale Caleidos propone dal 2011, ques’anno vi farà letteralmente ballare. La data da salvare in agenda è il prossimo 20 luglio, dalle 18.30, presso il centro sociale Bertella di Castel San Pietro Terme.

Come da tradizione, ogni festival ha cercato di promuovere l’intercultura, le culture e le differenze come ricchezza in maniere di anno in anno diverse: spettacoli di ballo, di teatro sociale, giochi multietnici, musica, laboratori. Quest’anno, invece, festeggeremo la diversità, anzi le diversità, ballando e mangiando secondo le tradizioni di altri popoli. In scena al centro sociale Bertella, infatti, non ci saranno solo le esibizioni dei gruppi di ballo Danza Africana Imola e Demetra Oriental Dance Group Imola, ma anche dei veri e propri stage aperti a tutti coloro che vorranno sperimentare passi di ballo tipici dell’Africa e dell’Oriente.

Per rifoccillarsi dopo le sessioni di ballo ci sarà un grande aperitivo multietnico a cura di Caleidos e del laboratorio di gastronomia Bio Green Food di Imola. Un’occasione imperdibile per provare gusti, sapori e odori diversi! Il prezzo per l’aperitivo multietnico è di 10 euro per i soci Caleidos, 15 per i non soci, 5 per i bambini.

Per scoprire meglio chi sei, lasciati coinvolgere nei piedi e nelle papille gustative dal Festival delle Diversità di Caleidos! Il ricavato del festival andrà interamente alle associazioni Caleidos e Kasomay.

“Colui che differisce da me, lungi dal danneggiarmi, mi arricchisce… La nostra unità è costituita da qualcosa di superiore a noi stessi: l’uomo”, scriveva Antoine de Saint-Exupéry.