Torna lo yoga della risata: un week-end di danza, relax, pace e ovviamente… risate! 

Torna lo yoga della risata: un week-end di danza, relax, pace e ovviamente… risate! 

Quando entusiasmo e risate si incontrano, non possono che nascere grandi progetti.
Immagina una persona di Bologna che ogni mattina telefona ad una persona di Trento… per ridere insieme! Percorrendo contemporaneamente il tragitto casa-lavoro, da molti mesi Sara e Grazia hanno scelto di impegnare il tempo nel migliore dei modi, ovvero praticando la meditazione della risata per la loro salute e felicità. La voglia di incontrarsi di persona diventa sempre più forte…
È proprio così che è nata l’idea di questo week-end, ovvero come un modo per incontrarsi, ridere insieme, crescere attraverso la pratica della risata incondizionata. Un modo per condividere con gli altri momenti di gioia e di pace, ma anche per vivere nuove esperienze.
Se hai voglia di unirti a noi, che tu sia benvenut*
Ecco il programma del nostro speciale fine settimana. 

Joy Dance one day 

Sabato 4 maggio 2019 – ore 9:30-18:00
La Corte dei Ciliegi, via Colunga 47/c, Colunga di San Lazzaro (BO)

Joy Dance® é la fusione tra la cultura della danza creativa e lo yoga della risata. 

La danza, che comunemente viene presentata come un’attività e una disciplina eccezionale ed estremamente tecnica, viene destrutturata e si scoprirà che è presente in ognuno di noi come una manifestazione naturale. Ci muoviamo, piroettiamo e saltiamo, per dare libero sfogo alla personalità ed esprimere inconsapevolmente il nostro mondo interiore. Danzando ci mettiamo in contatto con la realtà esterna, prendiamo spazio nell’ambiente che ci circonda, stabiliamo dei rapporti con chi ci sta accanto. Danzando scopriamo la gioia di esserci, la gioia di vivere qui ed ora. Attraverso Joy Dance® la danza diventa un mezzo non solo di espressione personale, ma di relazione con l’ambiente, dove i sentimenti del singolo entrano in contatto con quelli della collettività. La danza nello yoga della risata apporta così la grande novità del linguaggio gestuale, del gesto verbalizzato, che rivolge la sua attenzione all’interiorità dell’individuo, all’educazione del sentimento, passando dalla consapevolezza del proprio corpo alla scoperta delle proprie capacità di movimento e di espressione. Ambedue le discipline hanno un punto d’incontro nella necessaria recettività verso noi stessi, aperta al momento presente e libera da giudizi. E’ per questo motivo, che come ipotesi innovativa nelle sessioni di yoga della risata, ritengo indispensabile progettare attività corporee legate alla danza con Joy Dance®, proprio perchè Madan Kataria ha individuato nella danza uno dei 4 elementi fondamentali della gioia. 

La musica inoltre ha un ruolo importantissimo: stimola e regola i movimenti nelle sfumature dinamiche e spaziali; può calmare il sistema nervoso e imprimere nel cervello strutture ritmiche, ordinate. 

Joy Dance® è indicato sia per i bambini che per gli adulti, aiuta a conoscere meglio le proprie potenzialità umane ed espressive, ad entrare in comunicazione con gli altri, a vivere in prima persona, recuperando la stima di se stessi e la capacità di esprimere le proprie emozioni in armonia a contatto con la parte più profonda di sè. 

Il percorso è aperto a tutti coloro che vogliono impegnarsi nella crescita personale e professionale in ambito educativo, disponibili ad accogliere nuove possibilità di pensiero e di azione.
Adatta alle persone di tutte le età, Joy Dance® è una disciplina che mira al recupero dell’ascolto profondo del corpo e allo sviluppo delle sue potenzialità espressive e creative. Attraverso una maggiore coscienza di sé stimola: un modo più autentico di essere, una maggiore stima di sé, un migliore rapporto con il mondo e gli altri, un maggiore equilibrio interiore, una migliore gestione dello stress quotidiano. 

Con Francesca Rucci (Ideatrice di Joy Dance, Insegnante di danza classica presso la Royal Academy of Dance di Londra, Insegnante e Ambasciatrice di Yoga della Risata) 

Programma 

ore 9:30 registrazione dei partecipanti
ore 10-13 prima parte
ore 13-14 pranzo in Agriturismo (primo piatto tradizionale + insalatona = 12€) ore 14-18 seconda parte e conclusione 

Necessaria iscrizioni a monica@caleidos.bo.it 

BioArmonie – sessione speciale 

Sabato 4 maggio 2019 – ore 18:00-19:30
La Corte dei Ciliegi, via Colunga 47/c, Colunga di San Lazzaro (BO)

Al termine del workshop di Joy Dance, vivremo l’esperienza di BioArmonie in una speciale sessione creata appositamente per l’occasione. 

BioArmonie è un bi-trattamento di armonizzazione della componente fisica con la componente energetica dell’essere umano.
Risveglia ed equilibra l’energia vitale della persona, attraverso un profondo rilassamento. Permette di allentare tensioni e dolori, tramite l’osservazione consapevole della loro esistenza. E’ una forma di meditazione autoguida sul corpo, con l’accompagnamento di Gloria Nobili e l’apporto energetico di Monica Manzoni. 

E’ un viaggio di esplorazione che origina dalla pura osservazione delle sensazioni corporee e coinvolge tutti i livelli di espressione di sé (fisico-emozionale-mentale-spirituale).
A differenza di altri metodi, le conduttrici non utilizzano movimentazioni né visualizzazioni guidate. Lo scopo principale di BioArmonie è attivare quel potere personale che consente a ciascuno di essere artefice del proprio benessere. 

L’attività è adatta a tutti, si svolge seduti e non richiede particolari materiali. La sessione speciale è aperta anche a chi non avesse frequentato il workshop di Joy Dance. 

Al termine della sessione sarà possibile cenare in Agriturismo (primo piatto tradizionale + secondo piatto di carne = 15€) 

Per informazioni e iscrizioni scrivi a monica@caleidos.bo.it 

Giornata mondiale della risata per la pace nel mondo 

Domenica 5 maggio 2019 – a partire dalle ore 9:30
Parco Lungosillaro, in corrispondenza della Fonte Fegatella, Castel S. Pietro T. (BO) 

In occasione della Giornata Mondiale della Risata per la Pace nel Mondo, Caleidos organizza un evento gratuito: una sessione speciale di Yoga della Risata con Sara Monti, Grazia Demozzi, Francesca Rucci e Monica Manzoni. 

Ogni trainer di Yoga della Risata è invitato a contribuire e ogni persona è la benvenuta a ridere con noi!

Programma
ore 9:30 ritrovo presso il parco Lungosillaro, zona Fonte Fegatella ore 10:00-12:00 risate per la pace nel mondo
dalle ore 12:00 in avanti picnic in allegria e compagnia! 

Porta la tua famiglia, gli amici, un telo colorato, tovagliolo di stoffa e tazza… impegniamoci a non produrre rifiuti.

Partecipazione libera, gradita la conferma della presenza 

Per informazioni scrivi a monica@caleidos.bo.it 

Esempi viventi di intercultura: come trasmettere l’intercultura, con la pedagogista Erika Panzacchi

Esempi viventi di intercultura: come trasmettere l’intercultura, con la pedagogista Erika Panzacchi

L’intercultura è, da un lato, qualcosa di innato nell’essere umano dovuto alla sua evoluzione come essere animale di tipo sociale. Dall’altro è una materia che la società deve insegnare: scuola, servizi sociali, politica, filosofia. Per questo abbiamo chiesto alla pedagogista responsabile del Comune di Castel San Pietro Terme, Erika Panzacchi, come si fa a fare intercultura. Perchè tutti, ma proprio tutti, possiamo occuparci di intercultura (non solo apprezzarla con la cucina etnica o le vacanze all’estero), un fatto che è al tempo stesso un diritto e un dovere civile e sociale. 

Come si insegna l’intercultura?

“L’educazione interculturale non deve essere un ambito specifico, ma un approccio trasversale che attraversa tutte le attività scolastiche. E’ il docente, in primis, che deve essere accogliente e imparare a destrutturare i suoi pregiudizi attraverso corsi di formazione specifici. La metodologia dipende dall’età dei bambini, ma i contenuti possono essere uguali per tutti e, a mio parere, devono riguardare 4 aree:

– l’educazione ai sentimenti ossia educare i bambini ad entrare in relazione con l’altro avendo come riferimento il rispetto reciproco e il fatto che l’altro bambino è come noi (ha le nostre stesse emozioni);

– l’educazione alla diversità ossia aiutare i bambini a considerare la diversità come un valore;

– l’educazione al dialogo e all’ascolto di tutti (anche di chi la pensa diversamente);

– l’educazione alla pace intesa come educazione alla gestione pacifica dei conflitti.

Fare educazione interculturale significa inoltre:

– conoscere e rispettare le tradizioni culturali e religiose degli altri popoli. A questo proposito in ludoteca quest’anno l’Associazione Caleidos ha promosso due laboratori “Little girls” e “Uno, dieci, cento dei”

– creare occasioni di incontro tra le diverse culture (es. a scuola creare laboratori per genitori, festival delle diversità);

– a scuola cercare di comprendere le modalità di cura ed educazione presenti in famiglia e attivare un eventuale servizio di mediazione culturale per accompagnare i bambini nell’inserimento e nei colloqui con la famiglia in caso di difficoltà linguistiche. Inoltre a partire dal nido non devono mancare bambole di etnie diverse, giochi, canzoni e libri provenienti da altre culture.

Come si può promuovere l’intercultura a casa o nel tempo libero di bambini e giovani?

La prima cosa che mi viene in mente, in questo momento, è di portare i bambini in Sala Borsa a Bologna a visitare la mostra dei Toddlers Books dove bambini e genitori possono trovare libri provenienti da tutto il mondo (libri in arabo, polacco, francese, inglese ecc…). A partire dai libri i genitori possono far capire a i bambini che la bellezza sta proprio nella diversità. Per i giovani è molto importante viaggiare perchè viaggiare “apre la mente” quindi consiglierei di partecipare a progetti di scambio oppure Erasmus. Inoltre consiglierei la visione di alcuni film come ad esempio Stelle sulla terraSognando Beckham, ecc… Infine può essere molto utile far fare ai giovani delle esperienze di volontariato in centri di accoglienza o in associazioni che si occupano di integrazione oppure il servizio civile. 

A casa, in famiglia, sono i genitori che devono dare per primi l’esempio ascoltando i ragazzi senza sminuire o denigrare i loro pensieri, gestendo in modo pacifico i conflitti, cercando di comprendersi empaticamente gli uni con gli altri, aiutando i bambini/ragazzi ad interpretare i fatti di cronaca, accogliendo in casa bambini di altre culture per giocare/fare i compiti. 

Quali consigli di intercultura ci può dare?

Bisogna lavorare sulla relazione, a scuola ad esempio bisogna far in modo che in classe ci sia un bel clima di gruppo, che i ragazzi imparino a rispettarsi e ascoltarsi. Nelle scuole di Castel San Pietro si sta già facendo molto attraverso laboratori di teatro, di musica; però, secondo me, è necessario uno sguardo più preciso dell’adulto che sappia cogliere nelle dinamiche relazionali tra i bambini il disagio e li aiuti a comunicare tra loro in modo positivo, affinchè nessuno si senta escluso o rifiutato e nessuno si senta superiore agli altri. Per gli adulti e i giovani si potrebbero proporre dei cineforum a tema.

Che successo, Little Girl!

Che successo, Little Girl!

Voci, suoni, rumori e i bellissimi colori delle pagine del libro Little Girl di Clementina Mingozzi (ed. Bacchilega Junior) hanno accompagnato la lettura davvero animata di Beniamino Sidoti, scrittore ed esperto di letteratura junior, che alla Ludoteca Spassatempo ha raccontato la storia di quella bambina che non doveva allontanarsi da casa, dopo che la mamma era uscita, perché nella giungla c’era il lupo cattivo che sembra ma non è Cappuccetto Rosso! Little Girl è infatti la versione della tradizione africana della fiaba di Cappuccetto Rosso, una tradizione, però, contaminata dal viaggio che non solo le persone, ma anche i racconti, fanno da un Paese ad un altro, da un continente all’altro.

Viaggiando anche le storie, così come le persone, si arricchiscono!

Il libro è stato presentato alla ludoteca comunale Spassatempo di Castel San Pietro Terme come secondo appuntamento di una rassegna di momenti dedicati all’intercultura traghettata dalla letteratura, a libri, cioè, che possono aiutare a comprendere o spiegare i concetti di diversità, uguaglianza di diritti, culture anziché solo cultura, in una parola quella intercultura che Caleidos da anni promuove attraverso azioni concrete ed appuntamenti pubblici (come il Festival delle Diversità di Castel San Pietro Terme).

Il percorso di Caleidos sull’intercultura attraverso la letteratura riprenderà in autunno con tante ed interessanti proposte… Nel frattempo questa estate torna il Festival delle Diversità, ormai tradizionale appuntamento che Caleidos mette in scena a Castel San Pietro Terme per promuovere l’intercultura attraverso sempre diversi progetti culturali (e non solo) a dimostrazione della ricchezza che nasce dall’incontro fra culture differenti… Restate aggiornati attraverso il sito e la pagina Facebook dell’associazione per scoprire luogo e data della nona edizione del Festival delle Diversità di Caleidos… Stiamo lavorando ad un ricchissimo programma!!

Dai il 5(x1000)a Caleidos!

Dai il 5(x1000)a Caleidos!

90043720375. Scritto qui è un semplice numero, ma se deciderai di usarlo per completare la tua dichiarazione dei redditi, nello spazio dedicato al 5XMILLE, allora si trasformerà in opportunità.

Negli ultimi anni, abbiamo anche sostenuto progetti importanti: il Festival delle diversità la cui nona edizione è in programma per questa estate,“Insegnanti felici si può”, abbiamo anche contribuito all’acquisto di un pullman per accompagnare i bambini siriani a scuola con l’associazione Il cuore in Siria, che opera direttamente sul territorio, e sostenuto i progetti dell’associazione Kasomay.

Se condividi lo spirito di Caleidos e vuoi essere parte del percorso di benessere che da oltre 9 anni portiamo avanti con passione, costanza e crescita costante, dona a noi il tuo 5XMILLE.

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Fiabe che viaggiano: “Little Girl” arriva in Ludoteca a Castello

Fiabe che viaggiano: “Little Girl” arriva in Ludoteca a Castello

C’era una volta una bambina che doveva attraversare il bosco per portare il pranzo alla nonna nonostante nel bosco abitasse il lupo cattivo… Ma c’era anche una bambina che non doveva allontanarsi da casa, dopo che la mamma era uscita, perché nella giungla c’era il lupo cattivo… Una è Cappuccetto Rosso, l’altra è Little Girl; una è la versione occidentale e più nota della fiaba che tratta l’allontanamento da casa e i conseguenti pericoli, l’altra è la versione della tradizione africana. Una tradizione, però, contaminata dal viaggio che non solo le persone, ma anche i racconti, fanno da un Paese ad un altro, da un continente all’altro. Ecco perché nella giungla di Little Girl abita il lupo, animale non propriamente tipico dell’Africa.

Viaggiando anche le storie, così come le persone, si arricchiscono. A raccontarcelo direttamente saranno, il prossimo 20 marzo per la presentazione di Little Girl, la editor della casa editrice Angela Catrani e Beniamino Sidoti, che si è occupato del testo in rima che dona al testo ritmo e musicalità. Il libro è “illustrato” dalla papirografa Clementina Mingozzi, che ha dato letteralmente vita a Little Girl con forbici, carte e ritagli.

La trama: La mamma esce di casa: tornerà solo al tramonto e chiede alla sua bambina, Little Girl, di non allontanarsi, nella giungla c’è il lupo cattivo! Little Girl promette: certo ubbidirà. Ma i fiori che circondano casa, i meravigliosi fiori che emergono dalla giungla, sono un’attrazione gioiosa. Come trattenersi? Un fiore violetto, ai margini del giardino, un fiore rosa,  poco più in là, e poi un fiore arancione e uno giallo… Little girl è ormai dentro alla giungla e l’incontro con il lupo è solo questione di attimi…  

Appuntamento con la seconda tappa della rassegna di intercultura attraverso la letteratura a cura di Caleidos mercoledì 20 marzo alle 17 sempre alla ludoteca Spassatempo (in via Caduti di Cefalonia 256 a Castel San Pietro Terme) per la presentazione di Little Girl e la lettura animata di Beniamino Sidoti.

Esempi viventi di intercultura: Beniamino Sidoti e la letteratura junior

Esempi viventi di intercultura: Beniamino Sidoti e la letteratura junior

C’erano una volta le fiabe, ma ancora ci sono. Vengono raccontate, lette, scritte, riscritte, girano, viaggiano e continuano a vivere in molteplici vesti. Anche questo fa parte del concetto di intercultura che Caleidos promuove da anni. E che quest’anno l’associazione propone anche nella veste specialissima dell’intercultura traghettata dalla letteratura, perché la diversità fa bene anche da leggere.

Il libro Little girl (Bacchilega Junior) è solo uno dei tanti esempi di intercultura attraverso le fiabe: è la storia di una bambina che si perde nella giungla ed incontra il lupo cattivo, una specie di Cappuccetto Rosso che porta in sé tanta tradizione quanta diversità. A curare il testo del libro è stato Beniamino Sidoti, scrittore ed esperto di letteratura per l’infanzia che abbiamo intervistato sulla cultura dell’intercultura grazie ed attraverso i libri…

Quanti ruoli può avere un libro rispetto alla quotidianità del lettore, grande o piccolo che sia?

Un libro è un compagno speciale a questa età: perché è qualcosa cui si ritorna e perciò entra a far parte del quotidiano. Un libro non viene consumato come un cartone animato, ma viene rivisto e apprezzato, consente ogni volta scoperte ulteriori (se è un buon libro). Un libro ci accompagna, e ci tiene in una zona sospesa, dove scopriamo cose del mondo e di noi. Così un libro è un amico e una guida, una finestra e una porta, un nutrimento e un abito.

Riguardo Little girl, perché si può dire che è ma non è “Cappuccetto rosso”?

Little girl è una fiaba afroamericana, con provenienze centroafricane: è un testo che aveva affascinato e colpito Clementina Mingozzi per le sue risonanze con la nostra Cappuccetto Rosso, con un’ambientazione differente. Come spesso capita nelle fiabe, cambiando poco cambia tutto: Little Girl non è Cappuccetto Rosso e non ha una nonna da andare a trovare, e il lupo è un lupo diverso; rimane la corsa nel bosco, resta la disubbidienza a un ordine, ma Little Girl si salva da sola, cantando e facendo addormentare il lupo. Per chi la legge oggi questa semplice vicinanza apre delle possibilità diverse, e prolunga la vita di entrambe le storie. Nella scrittura del testo ho voluto conservare questa eco sia di un testo di una cultura altra che la fascinazione della musica, della voce di Little Girl che arriva a sconfiggere il lupo: la tessitura delle parole è così ritmica, scandita, quasi da cantastorie – proprio per lasciare la traccia di una tradizione orale.

Quali altre storie o libri aiutano a creare un mondo migliore e più unito? (consigli di lettura)

Anzitutto, quante altre storie? Tante altre storie: ogni storia può essere buona se dialoga con altre storie, se propone una lettura che si intreccia con altre. E poi: storie buone, ricche di profondità, di complessità – facili da capire ma che restino. Non storie con la morale, storie che insegnano: ma storie che permettano di imparare e di scoprire. Storie belle. Le storie tradizionali parlano spesso di difetti e qualità che si sono un po’ perse: non il valore astratto dell’amicizia (che si trova sempre adesso in ogni storia o film) ma la collaborazione, la diffidenza, la fiducia, la ricerca, la fatica. Cose concrete, che si trovano meglio nella verità delle fiabe che nella finzione del romanzo.

Tu ti occupi da tempo di un progetto “social” per contrastare l’odio che proprio sui social dilaga facilmente e velocemente (“Strategie per contrastare l’odio”). Da cosa nasce questo progetto e che scopo ha?

“Strategie per contrastare l’odio” è una pagina Facebook nata sul mio bisogno di fare qualcosa per arginare le comunicazioni d’odio, per proporre o ricordare un modo diverso di stare insieme, che rinuncia all’odio. Ogni giorno propongo una strategia, cioè un sistema concreto per evitare l’odio, per difendersi dall’odio, per restare centrati nelle cose che ci piacciono, per continuare a incontrare l’altro. Sono storie, barzellette, recensioni, riflessioni, esercizi: cose che possono servire per continuare a guardare oltre, e a tirare su la testa per mantenere uno sguardo lontano e limpido.

Il Festival delle Diversità… Torna presto!

Il Festival delle Diversità… Torna presto!

Questa estate torna il Festival delle Diversità, ormai tradizionale appuntamento che Caleidos mette in scena a Castel San Pietro Terme per promuovere l’intercultura attraverso sempre diversi progetti culturali (e non solo) a dimostrazione della ricchezza che nasce dall’incontro fra culture differenti…

Restate aggiornati attraverso il sito e la pagina Facebook dell’associazione per scoprire luogo e data della nona edizione del Festival delle Diversità di Caleidos… Stiamo lavorando ad un ricchissimo programma!

Uno nessuno cento dei… Noi siamo!

Uno nessuno cento dei… Noi siamo!

Noi siamo… Tu sei!

Ecco cosa è emerso dalla partecipata presentazione del libro “Uno, nessuno, cento dei. Tu chi sei?” di  Francesca Guccini e Federica Verrillo ed  illustrato da Giulia Guerra, per Epokè edizioni.

Il libro è stato presentato alla ludoteca comunale Spassatempo di Castel San Pietro Terme come primo appuntamento di una rassegna di momenti dedicati all’intercultura traghettata dalla letteratura, a libri, cioè, che possono aiutare a comprendere o spiegare i concetti di diversità, uguaglianza di diritti, culture anziché solo cultura, in una parola quella intercultura che Caleidos da anni promuove attraverso azioni concrete ed appuntamenti pubblici (come il Festival delle Diversità di Castel San Pietro Terme).

Il viaggio attraverso le dieci religioni più diffuse in Italia ha coinvolto tanto i grandi quanto i piccoli, questi ultimi protagonisti anche del laboratorio proposto dalle autrici presenti. 

Il prossimo appuntamento (mercoledì 20 marzo alle 17 sempre alla ludoteca Spassatempo) sarà invece dedicato al libro Little Girl dell’editore imolese Bacchilega Junior, una “ristoria” illustrata dalla papirografa Clementina Mingozzi che riprende la fiaba di Cappuccetto Rosso nella versione della tradizione africana.

Esempi viventi di intercultura: Francesca, Federica e i cento dei

Esempi viventi di intercultura: Francesca, Federica e i cento dei

Uno, nessuno, cento dei. Tu chi sei? è il titolo del libro che Francesca Guccini e Federica Verrillo, insegnanti e ricercatrici una castellana l’altra imolese, hanno pubblicato per Edizioni Epokè. Come suggerisce il titolo, si tratta di un libro che tratta di fede, anzi, di fedi: letteralmente un viaggio attraverso le maggiori religioni più diffuse. Dunque, indirettamente, anche un viaggio attraverso l’intercultura… Motivo per cui abbiamo deciso di includere Francesca e Federica nella nuovissima collezione di interviste dedicate a persone e personaggi che si occupano a vario titolo di cultura e culture.

Ragazze, che cos’è per voi l’intercultura?

Intercultura è apertura, è conoscenza. Educare all’intercultura è uno dei nostri primi obiettivi, in quanto la diversità ci fa crescere e il momento storico in cui viviamo ci propone una varietà sempre più ricca di sfaccettature sociali. Per noi insegnanti, a scuola, è ascoltare un bambino che recita il Corano davanti ai compagni, spiegare le motivazioni di una dieta differenziata, partecipare a prese di posizione legate a capi di  abbigliamento della tradizione, raccontare e fare raccontare le esperienze di ciascuno per creare un giro di vite che rafforzi le relazioni. Per noi come ricercatrici, invece, è stato ascoltare tutti gli aneddoti dei capi spirituali e non che ci hanno accolte, assaggiare i cibi tipici e religiosi offertici, partecipare a funzioni nei templi e nei luoghi di culto indossando anche copricapi per rispettare i costumi richiesti… Per scrivere questo libro abbiamo fatto il giro del mondo senza spostarci dall’Emilia Romagna. Questa è intercultura.

In che modo la conoscenza favorisce l’intercultura?

La conoscenza favorisce l’intercultura quando la proposta educativa è varia. E’ davvero difficile trovare un bambino che non abbia salde strutture mentali o ideologie dettate dai famigliari o dal web; queste non gli permettono di essere completamente libero da vincoli nelle opinioni e nelle scelte. E’ dunque fondamentale educare senza dare giudizi, ciò deve essere la base dello stare insieme, potendo raccontare le proprie scelte e confrontandosi sulle diverse identità culturali. La conoscenza e l’educazione possono contrastare i pregiudizi e i preconcetti che spesso allontanano dall’altro, riteniamo che nel 2018, sia un crimine andare contro La Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo che, ad esempio, al principio 7 esprime “Egli (il bambino) ha diritto a godere di un’educazione che contribuisca alla sua cultura generale e gli consenta, in una situazione di eguaglianza di possibilità, di sviluppare le sue facoltà, il suo giudizio personale e il suo senso di responsabilità morale e sociale , e di divenire un membro utile alla società”. E al principio 10 “il fanciullo deve essere protetto contro le pratiche che possono portare alla discriminazione razziale, alla discriminazione religiosa e ad ogni altra forma di discriminazione. Deve essere educato in uno spirito di comprensione, di tolleranza, di amicizia fra i popoli, di pace e di fratellanza universale, e nella consapevolezza che deve consacrare le sue energie e la sua intelligenza al servizio dei propri simili”.

Con quale obiettivo avete scritto questo libro?

L’idea di scrivere un libro per bambini che trattasse questo tema in maniera semplice è nata dalla necessità di Francesca di spiegare a sua figlia Vera le religioni… Diventando poi un best seller – scherzano-. Sappiamo quanto il tema possa spaventare e per questo abbiamo ritenuto importante renderlo fruibile sia dai piccoli lettori che da adulti curiosi che li possono aiutare durante la lettura. Questo libro può essere un inizio, per una potenziale accettazione dell’altro, per una riflessione più generale sulla società che è cambiata e che tutt’ora sta cambiando, per aprire ponti tra le culture e per far capire fin dalla tenera età che la diversità dà la possibilità di guardare il mondo con altri occhi e ci amplia le prospettive, arricchendoci.

 

Caleidos ha il piacere di invitarvi alla presentazione di “Uno nessuno cento dei. Tu chi sei?”  e al laboratorio multiculturale per bambini il prossimo 19 FEBBRAIO  alle ore 17 a Castel S. Pietro Terme presso la LUDOTECA SPASSATEMPO in via Caduti di Cefalonia 256

Uno, nessuno, cento dei. Tu chi sei?

Uno, nessuno, cento dei. Tu chi sei?

Niente paura: non è una domanda personale. Si tratta, infatti, del titolo del libro che inaugura il nuovo spazio che Caleidos ha deciso di destinare all’intercultura traghettata dalla letteratura, a libri, cioè, che possono aiutare a comprendere o spiegare i concetti di diversità, uguaglianza di diritti, culture anziché solo cultura, in una parola quella intercultura che Caleidos da anni promuove attraverso azioni concrete ed appuntamenti pubblici (come il Festival delle Diversità di Castel San Pietro Terme).

A febbraio diamo spazio alla fede e alle fedi grazie al libro di Francesca Guccini e Federica Verrillo, insegnanti e ricercatrici una castellana l’altra imolese, che insieme hanno scritto Uno nessuno cento dei. Tu chi sei?, edizioni Epokè ed illustrato da Giulia Guerra.

Si tratta, letteralmente, di un viaggio attraverso le religioni: dal buddhismo al cristianesimo nelle sue tre confessioni più diffuse (ovvero cattolicesimo, cristianesimo ortodosso e protestantesimo) ad ebraismo, induismo, islam, sikhismo, testimoni di Geova; uno spazio è poi dedicato anche ai non credenti. Tra filastrocche e laboratori, lo scopo del libro è quello di insegnare divertendo le principali caratteristiche delle religioni più diffuse e di educare al rispetto della fede altrui. Il libro infatti è pensato per bambini, genitori, insegnanti.

Caleidos ha il piacere di invitarvi alla presentazione di “Uno nessuno cento dei. Tu chi sei?”  e al  laboratorio multiculturale per bambini il prossimo 19 FEBBRAIO, alle ore 17, a Castel S. Pietro Terme presso la LUDOTECA SPASSATEMPO in via Caduti di Cefalonia 256.