Barattolo di latte di cocco

Barattolo di latte di cocco

Ciao, sono un barattolo di latte di cocco 100 per 100 proveniente dal Bangladesh. Dopo essere
stato una noce di cocco, e quindi essere cresciuto e maturato, mi hanno spaccato, spremuto e
messo in barattolo. Niente di strano, è il mio destino. Poi mi hanno impacchettato insieme a
tantissimi altri barattoli di cocco che avevano subìto il mio stesso percorso e impilato insieme a
tanto altri scatoloni su una nave che sembrava piccola piccola, tanto era piena. Dopo un viaggio
in mare di qualche giorno siamo arrivati in Sicilia, ci hanno stoccato al porto e diviso in gruppi di
scatole da spedire altrove. La mia scatola, insieme ad altre, ha stazionato qualche giorno sotto
un tendone battuto dal sole siciliano; scatola per scatola, ci hanno fatto i raggi X per vedere che
non ci fossero brutte sorprese, e poi controllato a mano. Poi ci hanno spostato su grandi camion
che sembravano piccoli piccoli tanto erano pieni, diretti a Bologna. A Bologna ci hanno fatto
stazionare qualche giorno in un magazzino, poi ci hanno dirottati verso le destinazioni finali. La
mia scatola è arrivata ad Imola dopo 4 giorni di mare e due settimane in giro per l’Italia.
Ciao, ti ho preso in giro. Non sono un barattolo, sono un essere umano, come te. Tutto il resto
della storia, però, è vera.

Barattolo di latte di cocco

monologo di Milena Monti

tratto dallo spettacolo teatrale Bhramanakarira-Siamo tutti viaggiatori

scritto per Caleidos e nato da interviste reali ad alcuni richiedenti asilo ospiti del centro di accoglienza La Pascola di Imola.

Dalle medesime interviste Caleidos ha tratto anche l’omonimo gioco di ruolo proposto alla scuole superiore Canedi di Medicina (e disponibile per altre scuole, su richiesta – per info: ilaria@caleidos.bo.it)

Che bella la diversità, con Caleidos!

Che bella la diversità, con Caleidos!

Che bella la diversità, con Caleidos!

Danze africane, tatuaggi all’henné, laboratorio di riciclo, la diretta di RadioImmaginaria con gli adolescenti interrogati sui temi dell’intercultura, la merenda dai mille colori e sapori… E’ bella la diversità, e per la nona volta quest’anno Caleidos ha puntato le luci su questa (nostra) certezza coinvolgendo tanti bimbi e grandi e famiglie lo scorso 7 giugno al centro sociale Bertella di Castel San Pietro Terme.

Il ricco programma del pomeriggio è stato molto partecipato e ne siamo così tanto felici che stiamo già pensando alla decima edizione in calendario il prossimo anno!

Il Festival delle Diversità 2019 è stato ideato e organizzato da Caleidos, in collaborazione con Centro Sociale Bertella, Associazione Kasomay, Danza Africana Imola, Libra Art, RadioImmaginaria. Con il patrocinio del Comune di Castel San Pietro Terme. Grazie a tutti e… Al prossimo, decimo, anno!!

Bhramanakarira – siamo tutti viaggiatori (il gioco di ruoli) #2

Bhramanakarira – siamo tutti viaggiatori (il gioco di ruoli) #2

Per tutta l’attività i ragazzi sono stati invitati a tenere a mente una indicazione, “Nulla è come sembra…”, a partire dal lancio del gioco in cui sembrava che si stesse parlando banalmente di un barattolo di cocco, ma in realtà i ragazzi hanno poi scoperto che si stava facendo riferimento ad una persona in carne ed ossa che è stata effettivamente trattata come una qualsiasi merce, per di più, di poco valore. Così come nell’affrontare le scelte, durante il gioco, nell’immedesimarsi nella storia, lo scopo era quello di farli andare oltre rispetto ai messaggi lanciati dai media che puntano a conclusioni troppo spesso semplicistiche che non tengono conto dell’esperienza umana delle persone che si trovano a dover lasciare tutto. Facendo approdare invece i ragazzi verso una propria coscienza critica: “Nulla è come sembra..”, l’invito è stato quindi quello di cercare di approfondire sempre la realtà delle cose, di non prendere in prestito il pensiero altrui, già preconfezionato, ma essere appunto curiosi e aperti.

Ecco il feedback creato sui commenti dei ragazzi che hanno partecipato al gioco di ruoli di Caleidos grazie alla professoressa di religione Cesari.

In primo luogo i ragazzi hanno cercato di immedesimarsi nella storia di 

Jamal in alcuni casi con una certa difficoltà in quanto la situazione 

presentata è risultata decisamente lontana dai loro vissuti.

La presentazione del “barattolo di latte di cocco” ha suscitato un buon 

impatto emotivo e le scelte cui sono stati invitati ha attivato 

fantasia, istinto di sopravvivenza e senso di responsabilità.

Un tema su cui riflettere e’ quello del valore delle SCELTE personali 

rispetto ad un certo fatalismo che a volte prevale.

Abbiamo riflettuto su questo progetto molto”flash “ che avremmo voluto 

approfondire meglio anche attraverso altri interventi. Ci permettiamo di 

suggerire magari, per un prossimo eventuale lavoro con la nostra scuola, 

l’ incontro diretto e /o la visione di testimonianze dei protagonisti di 

storie come quella di Jamal .

Oltre a un questionario che ho somministrato ai ragazzi per poter far 

parlare il più possibile loro e le loro emozioni/riflessioni, ritengo si 

possano sperimentare anche altre modalità di approfondimento, come ad 

esempio l’ intervista a persone che, sul territorio ( medicinese, 

ecc…) possano testimoniare vissuti legati al bisogno di integrazione, 

autodeterminazione e condivisione di una cittadinanza comune.

Questa foto è stata scattata il 7 giugno 2014 da Massimo Sestini e poi premiata con il prestigioso World Press Photo Award. Ritrae un gommone carico di 227 migranti al largo delle coste libiche che viaggia verso la salvezza perché trainato da una nave italiana. Dove sono oggi tutte quelle persone? Un documentario di National Geographic racconta quelle 227 storie…

Festival delle diversità 2019: il 7 giugno al centro sociale Bertella di CSPT!

Festival delle diversità 2019: il 7 giugno al centro sociale Bertella di CSPT!

Salva la data!

L’edizione 2019 del Festival delle diversità si terrà venerdì 7 giugno al centro sociale Bertella di Castel San Pietro Terme. Dalle 16,30 tante attività per stare insieme all’insegna dell’intercultura: danza africana, tatuaggi all’henné, laboratorio ludico con materiali di recupero, animazione bimbi, corso di disostruzione pediatrica e una golosa merenda.

Il Festival delle Diversità è ideato e organizzato da Caleidos, in collaborazione con Centro Sociale Bertella, Associazione Kasomay, Danza Africana Imola, Libra Art, Radio Immaginaria. Con il patrocinio del Comune di Castel San Pietro Terme.

Bhramanakarira – siamo tutti viaggiatori (il gioco di ruoli)

Bhramanakarira – siamo tutti viaggiatori (il gioco di ruoli)

Caleidos ha proposto all’istituto superiore Giordano Bruno sede di Medicina un gioco di ruolo sull’intercultura nato dallo spettacolo teatrale basato sui monologhi già ispirati alle interviste raccolte dall’associazione al centro di accoglienza La Pascola di Imola qualche anno fa: Bhramanakarira, siamo tutti viaggiatori. Il gioco proponeva ai ragazzi di vestire i panni di un giovane bengalese alle prese con una vita diversa, molto diversa, da quella occidentale. A partire da questo presupposto, gli studenti dovevano fare scelte che mai si sarebbero aspettati…

Per tutta l’attività i ragazzi sono stati invitati a tenere a mente una indicazione, “Nulla è come sembra…”, a partire dal lancio del gioco in cui sembrava che si stesse parlando banalmente di un barattolo di cocco, ma in realtà i ragazzi hanno poi scoperto che si stava facendo riferimento ad una persona in carne ed ossa che è stata effettivamente trattata come una qualsiasi merce, per di più, di poco valore. Così come nell’affrontare le scelte, durante il gioco, nell’immedesimarsi nella storia, lo scopo era quello di farli andare oltre rispetto ai messaggi lanciati dai media che puntano a conclusioni troppo spesso semplicistiche che non tengono conto dell’esperienza umana delle persone che si trovano a dover lasciare tutto. Facendo approdare invece i ragazzi verso una propria coscienza critica: “Nulla è come sembra..”, l’invito è stato quindi quello di cercare di approfondire sempre la realtà delle cose, di non prendere in prestito il pensiero altrui, già preconfezionato, ma essere appunto curiosi e aperti.

Ecco i commenti (informali) dei ragazzi che hanno partecipato grazie al professore di religione Bertelli.

– Come hanno risposto al gioco i ragazzi? Com’è stato il gioco in prima persona? “Spaccava, un tocco di classe il fatto che fosse interattivo”, “ottima l’introduzione, bello dire delle cose senza dirle” (in riferimento alla similitudine del barattolo), “faceva venir voglia di finire, ti dava adrenalina”.

– E’ stato facile o difficile fare scelte legate a vite lontane dalla propria realtà? A questa mi hanno risposto in pochi e di getto. Hanno detto un “sì” ma pensando più alla modalità di gioco che all’immedesimarsi. Tirato fuori la questione immedesimazione hanno però ribadito che il gioco era ben fatto ed aiutava subito a farlo. Personalmente già la prima decisione da prendere mi ha mandato in crisi.

– Cosa ha trasmesso il progetto? Aggiungo alla riflessione già riportata prima che era solo di alcuni, le parole di una studentessa che ha detto “quanto è difficile la vita”, espressione di un’altra fetta di studenti.

– Come trasmettere al meglio l’intercultura in classe? Ritornare a guardarsi negli occhi, provare a parlarsi, esprimersi, cercare di capire l’altro ma ancor prima ascoltarlo. Riconoscersi quindi tutti uguali (riconoscere l’umanità che è in me e nell’altro) e tutti diversi. Si scopre che, anche il più vicino a te, l’amico di sempre è tanto simile e tanto alieno, si scopre la difficoltà (mai nasconderla!) e la bellezza di fare questo. Come diceva Ungaretti si scopre che “la parola (e non solo quella aggiungo io) non potrà mai dare il segreto che è in noi, lo avvicina”, si scopre quindi il mistero della nostra umanità che può essere penetrato ma mai esaurito, posseduto.

Questa foto è stata scattata il 7 giugno 2014 da Massimo Sestini e poi premiata con il prestigioso World Press Photo Award. Ritrae un gommone carico di 227 migranti al largo delle coste libiche che viaggia verso la salvezza perché trainato da una nave italiana. Dove sono oggi tutte quelle persone? Un documentario di National Geographic racconta quelle 227 storie…

Yoga della risata – le date estive

Yoga della risata – le date estive

Ecco le nuove date dello yoga della risata al Giardino degli Angeli a Castel San Pietro Terme!

Inoltre Caleidos sarà presente anche all’Ekofest (16 giugno ore 16 circa al Laghetto Scardovi di Castel San Pietro).

Tutti gli incontri sono gratuiti!

Torna lo yoga della risata: un week-end di danza, relax, pace e ovviamente… risate! 

Torna lo yoga della risata: un week-end di danza, relax, pace e ovviamente… risate! 

Quando entusiasmo e risate si incontrano, non possono che nascere grandi progetti.
Immagina una persona di Bologna che ogni mattina telefona ad una persona di Trento… per ridere insieme! Percorrendo contemporaneamente il tragitto casa-lavoro, da molti mesi Sara e Grazia hanno scelto di impegnare il tempo nel migliore dei modi, ovvero praticando la meditazione della risata per la loro salute e felicità. La voglia di incontrarsi di persona diventa sempre più forte…
È proprio così che è nata l’idea di questo week-end, ovvero come un modo per incontrarsi, ridere insieme, crescere attraverso la pratica della risata incondizionata. Un modo per condividere con gli altri momenti di gioia e di pace, ma anche per vivere nuove esperienze.
Se hai voglia di unirti a noi, che tu sia benvenut*
Ecco il programma del nostro speciale fine settimana. 

Joy Dance one day 

Sabato 4 maggio 2019 – ore 9:30-18:00
La Corte dei Ciliegi, via Colunga 47/c, Colunga di San Lazzaro (BO)

Joy Dance® é la fusione tra la cultura della danza creativa e lo yoga della risata. 

La danza, che comunemente viene presentata come un’attività e una disciplina eccezionale ed estremamente tecnica, viene destrutturata e si scoprirà che è presente in ognuno di noi come una manifestazione naturale. Ci muoviamo, piroettiamo e saltiamo, per dare libero sfogo alla personalità ed esprimere inconsapevolmente il nostro mondo interiore. Danzando ci mettiamo in contatto con la realtà esterna, prendiamo spazio nell’ambiente che ci circonda, stabiliamo dei rapporti con chi ci sta accanto. Danzando scopriamo la gioia di esserci, la gioia di vivere qui ed ora. Attraverso Joy Dance® la danza diventa un mezzo non solo di espressione personale, ma di relazione con l’ambiente, dove i sentimenti del singolo entrano in contatto con quelli della collettività. La danza nello yoga della risata apporta così la grande novità del linguaggio gestuale, del gesto verbalizzato, che rivolge la sua attenzione all’interiorità dell’individuo, all’educazione del sentimento, passando dalla consapevolezza del proprio corpo alla scoperta delle proprie capacità di movimento e di espressione. Ambedue le discipline hanno un punto d’incontro nella necessaria recettività verso noi stessi, aperta al momento presente e libera da giudizi. E’ per questo motivo, che come ipotesi innovativa nelle sessioni di yoga della risata, ritengo indispensabile progettare attività corporee legate alla danza con Joy Dance®, proprio perchè Madan Kataria ha individuato nella danza uno dei 4 elementi fondamentali della gioia. 

La musica inoltre ha un ruolo importantissimo: stimola e regola i movimenti nelle sfumature dinamiche e spaziali; può calmare il sistema nervoso e imprimere nel cervello strutture ritmiche, ordinate. 

Joy Dance® è indicato sia per i bambini che per gli adulti, aiuta a conoscere meglio le proprie potenzialità umane ed espressive, ad entrare in comunicazione con gli altri, a vivere in prima persona, recuperando la stima di se stessi e la capacità di esprimere le proprie emozioni in armonia a contatto con la parte più profonda di sè. 

Il percorso è aperto a tutti coloro che vogliono impegnarsi nella crescita personale e professionale in ambito educativo, disponibili ad accogliere nuove possibilità di pensiero e di azione.
Adatta alle persone di tutte le età, Joy Dance® è una disciplina che mira al recupero dell’ascolto profondo del corpo e allo sviluppo delle sue potenzialità espressive e creative. Attraverso una maggiore coscienza di sé stimola: un modo più autentico di essere, una maggiore stima di sé, un migliore rapporto con il mondo e gli altri, un maggiore equilibrio interiore, una migliore gestione dello stress quotidiano. 

Con Francesca Rucci (Ideatrice di Joy Dance, Insegnante di danza classica presso la Royal Academy of Dance di Londra, Insegnante e Ambasciatrice di Yoga della Risata) 

Programma 

ore 9:30 registrazione dei partecipanti
ore 10-13 prima parte
ore 13-14 pranzo in Agriturismo (primo piatto tradizionale + insalatona = 12€) ore 14-18 seconda parte e conclusione 

Necessaria iscrizioni a monica@caleidos.bo.it 

BioArmonie – sessione speciale 

Sabato 4 maggio 2019 – ore 18:00-19:30
La Corte dei Ciliegi, via Colunga 47/c, Colunga di San Lazzaro (BO)

Al termine del workshop di Joy Dance, vivremo l’esperienza di BioArmonie in una speciale sessione creata appositamente per l’occasione. 

BioArmonie è un bi-trattamento di armonizzazione della componente fisica con la componente energetica dell’essere umano.
Risveglia ed equilibra l’energia vitale della persona, attraverso un profondo rilassamento. Permette di allentare tensioni e dolori, tramite l’osservazione consapevole della loro esistenza. E’ una forma di meditazione autoguida sul corpo, con l’accompagnamento di Gloria Nobili e l’apporto energetico di Monica Manzoni. 

E’ un viaggio di esplorazione che origina dalla pura osservazione delle sensazioni corporee e coinvolge tutti i livelli di espressione di sé (fisico-emozionale-mentale-spirituale).
A differenza di altri metodi, le conduttrici non utilizzano movimentazioni né visualizzazioni guidate. Lo scopo principale di BioArmonie è attivare quel potere personale che consente a ciascuno di essere artefice del proprio benessere. 

L’attività è adatta a tutti, si svolge seduti e non richiede particolari materiali. La sessione speciale è aperta anche a chi non avesse frequentato il workshop di Joy Dance. 

Al termine della sessione sarà possibile cenare in Agriturismo (primo piatto tradizionale + secondo piatto di carne = 15€) 

Per informazioni e iscrizioni scrivi a monica@caleidos.bo.it 

Giornata mondiale della risata per la pace nel mondo 

Domenica 5 maggio 2019 – a partire dalle ore 9:30
Parco Lungosillaro, in corrispondenza della Fonte Fegatella, Castel S. Pietro T. (BO) 

In occasione della Giornata Mondiale della Risata per la Pace nel Mondo, Caleidos organizza un evento gratuito: una sessione speciale di Yoga della Risata con Sara Monti, Grazia Demozzi, Francesca Rucci e Monica Manzoni. 

Ogni trainer di Yoga della Risata è invitato a contribuire e ogni persona è la benvenuta a ridere con noi!

Programma
ore 9:30 ritrovo presso il parco Lungosillaro, zona Fonte Fegatella ore 10:00-12:00 risate per la pace nel mondo
dalle ore 12:00 in avanti picnic in allegria e compagnia! 

Porta la tua famiglia, gli amici, un telo colorato, tovagliolo di stoffa e tazza… impegniamoci a non produrre rifiuti.

Partecipazione libera, gradita la conferma della presenza 

Per informazioni scrivi a monica@caleidos.bo.it 

Esempi viventi di intercultura: come trasmettere l’intercultura, con la pedagogista Erika Panzacchi

Esempi viventi di intercultura: come trasmettere l’intercultura, con la pedagogista Erika Panzacchi

L’intercultura è, da un lato, qualcosa di innato nell’essere umano dovuto alla sua evoluzione come essere animale di tipo sociale. Dall’altro è una materia che la società deve insegnare: scuola, servizi sociali, politica, filosofia. Per questo abbiamo chiesto alla pedagogista responsabile del Comune di Castel San Pietro Terme, Erika Panzacchi, come si fa a fare intercultura. Perchè tutti, ma proprio tutti, possiamo occuparci di intercultura (non solo apprezzarla con la cucina etnica o le vacanze all’estero), un fatto che è al tempo stesso un diritto e un dovere civile e sociale. 

Come si insegna l’intercultura?

“L’educazione interculturale non deve essere un ambito specifico, ma un approccio trasversale che attraversa tutte le attività scolastiche. E’ il docente, in primis, che deve essere accogliente e imparare a destrutturare i suoi pregiudizi attraverso corsi di formazione specifici. La metodologia dipende dall’età dei bambini, ma i contenuti possono essere uguali per tutti e, a mio parere, devono riguardare 4 aree:

– l’educazione ai sentimenti ossia educare i bambini ad entrare in relazione con l’altro avendo come riferimento il rispetto reciproco e il fatto che l’altro bambino è come noi (ha le nostre stesse emozioni);

– l’educazione alla diversità ossia aiutare i bambini a considerare la diversità come un valore;

– l’educazione al dialogo e all’ascolto di tutti (anche di chi la pensa diversamente);

– l’educazione alla pace intesa come educazione alla gestione pacifica dei conflitti.

Fare educazione interculturale significa inoltre:

– conoscere e rispettare le tradizioni culturali e religiose degli altri popoli. A questo proposito in ludoteca quest’anno l’Associazione Caleidos ha promosso due laboratori “Little girls” e “Uno, dieci, cento dei”

– creare occasioni di incontro tra le diverse culture (es. a scuola creare laboratori per genitori, festival delle diversità);

– a scuola cercare di comprendere le modalità di cura ed educazione presenti in famiglia e attivare un eventuale servizio di mediazione culturale per accompagnare i bambini nell’inserimento e nei colloqui con la famiglia in caso di difficoltà linguistiche. Inoltre a partire dal nido non devono mancare bambole di etnie diverse, giochi, canzoni e libri provenienti da altre culture.

Come si può promuovere l’intercultura a casa o nel tempo libero di bambini e giovani?

La prima cosa che mi viene in mente, in questo momento, è di portare i bambini in Sala Borsa a Bologna a visitare la mostra dei Toddlers Books dove bambini e genitori possono trovare libri provenienti da tutto il mondo (libri in arabo, polacco, francese, inglese ecc…). A partire dai libri i genitori possono far capire a i bambini che la bellezza sta proprio nella diversità. Per i giovani è molto importante viaggiare perchè viaggiare “apre la mente” quindi consiglierei di partecipare a progetti di scambio oppure Erasmus. Inoltre consiglierei la visione di alcuni film come ad esempio Stelle sulla terraSognando Beckham, ecc… Infine può essere molto utile far fare ai giovani delle esperienze di volontariato in centri di accoglienza o in associazioni che si occupano di integrazione oppure il servizio civile. 

A casa, in famiglia, sono i genitori che devono dare per primi l’esempio ascoltando i ragazzi senza sminuire o denigrare i loro pensieri, gestendo in modo pacifico i conflitti, cercando di comprendersi empaticamente gli uni con gli altri, aiutando i bambini/ragazzi ad interpretare i fatti di cronaca, accogliendo in casa bambini di altre culture per giocare/fare i compiti. 

Quali consigli di intercultura ci può dare?

Bisogna lavorare sulla relazione, a scuola ad esempio bisogna far in modo che in classe ci sia un bel clima di gruppo, che i ragazzi imparino a rispettarsi e ascoltarsi. Nelle scuole di Castel San Pietro si sta già facendo molto attraverso laboratori di teatro, di musica; però, secondo me, è necessario uno sguardo più preciso dell’adulto che sappia cogliere nelle dinamiche relazionali tra i bambini il disagio e li aiuti a comunicare tra loro in modo positivo, affinchè nessuno si senta escluso o rifiutato e nessuno si senta superiore agli altri. Per gli adulti e i giovani si potrebbero proporre dei cineforum a tema.

Che successo, Little Girl!

Che successo, Little Girl!

Voci, suoni, rumori e i bellissimi colori delle pagine del libro Little Girl di Clementina Mingozzi (ed. Bacchilega Junior) hanno accompagnato la lettura davvero animata di Beniamino Sidoti, scrittore ed esperto di letteratura junior, che alla Ludoteca Spassatempo ha raccontato la storia di quella bambina che non doveva allontanarsi da casa, dopo che la mamma era uscita, perché nella giungla c’era il lupo cattivo che sembra ma non è Cappuccetto Rosso! Little Girl è infatti la versione della tradizione africana della fiaba di Cappuccetto Rosso, una tradizione, però, contaminata dal viaggio che non solo le persone, ma anche i racconti, fanno da un Paese ad un altro, da un continente all’altro.

Viaggiando anche le storie, così come le persone, si arricchiscono!

Il libro è stato presentato alla ludoteca comunale Spassatempo di Castel San Pietro Terme come secondo appuntamento di una rassegna di momenti dedicati all’intercultura traghettata dalla letteratura, a libri, cioè, che possono aiutare a comprendere o spiegare i concetti di diversità, uguaglianza di diritti, culture anziché solo cultura, in una parola quella intercultura che Caleidos da anni promuove attraverso azioni concrete ed appuntamenti pubblici (come il Festival delle Diversità di Castel San Pietro Terme).

Il percorso di Caleidos sull’intercultura attraverso la letteratura riprenderà in autunno con tante ed interessanti proposte… Nel frattempo questa estate torna il Festival delle Diversità, ormai tradizionale appuntamento che Caleidos mette in scena a Castel San Pietro Terme per promuovere l’intercultura attraverso sempre diversi progetti culturali (e non solo) a dimostrazione della ricchezza che nasce dall’incontro fra culture differenti… Restate aggiornati attraverso il sito e la pagina Facebook dell’associazione per scoprire luogo e data della nona edizione del Festival delle Diversità di Caleidos… Stiamo lavorando ad un ricchissimo programma!!

Dai il 5(x1000)a Caleidos!

Dai il 5(x1000)a Caleidos!

90043720375. Scritto qui è un semplice numero, ma se deciderai di usarlo per completare la tua dichiarazione dei redditi, nello spazio dedicato al 5XMILLE, allora si trasformerà in opportunità.

Negli ultimi anni, abbiamo anche sostenuto progetti importanti: il Festival delle diversità la cui nona edizione è in programma per questa estate,“Insegnanti felici si può”, abbiamo anche contribuito all’acquisto di un pullman per accompagnare i bambini siriani a scuola con l’associazione Il cuore in Siria, che opera direttamente sul territorio, e sostenuto i progetti dell’associazione Kasomay.

Se condividi lo spirito di Caleidos e vuoi essere parte del percorso di benessere che da oltre 9 anni portiamo avanti con passione, costanza e crescita costante, dona a noi il tuo 5XMILLE.

Grazie!