Barattolo di latte di cocco

Barattolo di latte di cocco

Ciao, sono un barattolo di latte di cocco 100 per 100 proveniente dal Bangladesh. Dopo essere
stato una noce di cocco, e quindi essere cresciuto e maturato, mi hanno spaccato, spremuto e
messo in barattolo. Niente di strano, è il mio destino. Poi mi hanno impacchettato insieme a
tantissimi altri barattoli di cocco che avevano subìto il mio stesso percorso e impilato insieme a
tanto altri scatoloni su una nave che sembrava piccola piccola, tanto era piena. Dopo un viaggio
in mare di qualche giorno siamo arrivati in Sicilia, ci hanno stoccato al porto e diviso in gruppi di
scatole da spedire altrove. La mia scatola, insieme ad altre, ha stazionato qualche giorno sotto
un tendone battuto dal sole siciliano; scatola per scatola, ci hanno fatto i raggi X per vedere che
non ci fossero brutte sorprese, e poi controllato a mano. Poi ci hanno spostato su grandi camion
che sembravano piccoli piccoli tanto erano pieni, diretti a Bologna. A Bologna ci hanno fatto
stazionare qualche giorno in un magazzino, poi ci hanno dirottati verso le destinazioni finali. La
mia scatola è arrivata ad Imola dopo 4 giorni di mare e due settimane in giro per l’Italia.
Ciao, ti ho preso in giro. Non sono un barattolo, sono un essere umano, come te. Tutto il resto
della storia, però, è vera.

Barattolo di latte di cocco

monologo di Milena Monti

tratto dallo spettacolo teatrale Bhramanakarira-Siamo tutti viaggiatori

scritto per Caleidos e nato da interviste reali ad alcuni richiedenti asilo ospiti del centro di accoglienza La Pascola di Imola.

Dalle medesime interviste Caleidos ha tratto anche l’omonimo gioco di ruolo proposto alla scuole superiore Canedi di Medicina (e disponibile per altre scuole, su richiesta – per info: ilaria@caleidos.bo.it)

Che bella la diversità, con Caleidos!

Che bella la diversità, con Caleidos!

Che bella la diversità, con Caleidos!

Danze africane, tatuaggi all’henné, laboratorio di riciclo, la diretta di RadioImmaginaria con gli adolescenti interrogati sui temi dell’intercultura, la merenda dai mille colori e sapori… E’ bella la diversità, e per la nona volta quest’anno Caleidos ha puntato le luci su questa (nostra) certezza coinvolgendo tanti bimbi e grandi e famiglie lo scorso 7 giugno al centro sociale Bertella di Castel San Pietro Terme.

Il ricco programma del pomeriggio è stato molto partecipato e ne siamo così tanto felici che stiamo già pensando alla decima edizione in calendario il prossimo anno!

Il Festival delle Diversità 2019 è stato ideato e organizzato da Caleidos, in collaborazione con Centro Sociale Bertella, Associazione Kasomay, Danza Africana Imola, Libra Art, RadioImmaginaria. Con il patrocinio del Comune di Castel San Pietro Terme. Grazie a tutti e… Al prossimo, decimo, anno!!

Bhramanakarira – siamo tutti viaggiatori (il gioco di ruoli) #2

Bhramanakarira – siamo tutti viaggiatori (il gioco di ruoli) #2

Per tutta l’attività i ragazzi sono stati invitati a tenere a mente una indicazione, “Nulla è come sembra…”, a partire dal lancio del gioco in cui sembrava che si stesse parlando banalmente di un barattolo di cocco, ma in realtà i ragazzi hanno poi scoperto che si stava facendo riferimento ad una persona in carne ed ossa che è stata effettivamente trattata come una qualsiasi merce, per di più, di poco valore. Così come nell’affrontare le scelte, durante il gioco, nell’immedesimarsi nella storia, lo scopo era quello di farli andare oltre rispetto ai messaggi lanciati dai media che puntano a conclusioni troppo spesso semplicistiche che non tengono conto dell’esperienza umana delle persone che si trovano a dover lasciare tutto. Facendo approdare invece i ragazzi verso una propria coscienza critica: “Nulla è come sembra..”, l’invito è stato quindi quello di cercare di approfondire sempre la realtà delle cose, di non prendere in prestito il pensiero altrui, già preconfezionato, ma essere appunto curiosi e aperti.

Ecco il feedback creato sui commenti dei ragazzi che hanno partecipato al gioco di ruoli di Caleidos grazie alla professoressa di religione Cesari.

In primo luogo i ragazzi hanno cercato di immedesimarsi nella storia di 

Jamal in alcuni casi con una certa difficoltà in quanto la situazione 

presentata è risultata decisamente lontana dai loro vissuti.

La presentazione del “barattolo di latte di cocco” ha suscitato un buon 

impatto emotivo e le scelte cui sono stati invitati ha attivato 

fantasia, istinto di sopravvivenza e senso di responsabilità.

Un tema su cui riflettere e’ quello del valore delle SCELTE personali 

rispetto ad un certo fatalismo che a volte prevale.

Abbiamo riflettuto su questo progetto molto”flash “ che avremmo voluto 

approfondire meglio anche attraverso altri interventi. Ci permettiamo di 

suggerire magari, per un prossimo eventuale lavoro con la nostra scuola, 

l’ incontro diretto e /o la visione di testimonianze dei protagonisti di 

storie come quella di Jamal .

Oltre a un questionario che ho somministrato ai ragazzi per poter far 

parlare il più possibile loro e le loro emozioni/riflessioni, ritengo si 

possano sperimentare anche altre modalità di approfondimento, come ad 

esempio l’ intervista a persone che, sul territorio ( medicinese, 

ecc…) possano testimoniare vissuti legati al bisogno di integrazione, 

autodeterminazione e condivisione di una cittadinanza comune.

Questa foto è stata scattata il 7 giugno 2014 da Massimo Sestini e poi premiata con il prestigioso World Press Photo Award. Ritrae un gommone carico di 227 migranti al largo delle coste libiche che viaggia verso la salvezza perché trainato da una nave italiana. Dove sono oggi tutte quelle persone? Un documentario di National Geographic racconta quelle 227 storie…