Festival delle diversità 2019: il 7 giugno al centro sociale Bertella di CSPT!

Festival delle diversità 2019: il 7 giugno al centro sociale Bertella di CSPT!

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L’edizione 2019 del Festival delle diversità si terrà venerdì 7 giugno al centro sociale Bertella di Castel San Pietro Terme. Dalle 16,30 tante attività per stare insieme all’insegna dell’intercultura: danza africana, tatuaggi all’henné, laboratorio ludico con materiali di recupero, animazione bimbi, corso di disostruzione pediatrica e una golosa merenda.

Il Festival delle Diversità è ideato e organizzato da Caleidos, in collaborazione con Centro Sociale Bertella, Associazione Kasomay, Danza Africana Imola, Libra Art, Radio Immaginaria. Con il patrocinio del Comune di Castel San Pietro Terme.

Bhramanakarira – siamo tutti viaggiatori (il gioco di ruoli)

Bhramanakarira – siamo tutti viaggiatori (il gioco di ruoli)

Caleidos ha proposto all’istituto superiore Giordano Bruno sede di Medicina un gioco di ruolo sull’intercultura nato dallo spettacolo teatrale basato sui monologhi già ispirati alle interviste raccolte dall’associazione al centro di accoglienza La Pascola di Imola qualche anno fa: Bhramanakarira, siamo tutti viaggiatori. Il gioco proponeva ai ragazzi di vestire i panni di un giovane bengalese alle prese con una vita diversa, molto diversa, da quella occidentale. A partire da questo presupposto, gli studenti dovevano fare scelte che mai si sarebbero aspettati…

Per tutta l’attività i ragazzi sono stati invitati a tenere a mente una indicazione, “Nulla è come sembra…”, a partire dal lancio del gioco in cui sembrava che si stesse parlando banalmente di un barattolo di cocco, ma in realtà i ragazzi hanno poi scoperto che si stava facendo riferimento ad una persona in carne ed ossa che è stata effettivamente trattata come una qualsiasi merce, per di più, di poco valore. Così come nell’affrontare le scelte, durante il gioco, nell’immedesimarsi nella storia, lo scopo era quello di farli andare oltre rispetto ai messaggi lanciati dai media che puntano a conclusioni troppo spesso semplicistiche che non tengono conto dell’esperienza umana delle persone che si trovano a dover lasciare tutto. Facendo approdare invece i ragazzi verso una propria coscienza critica: “Nulla è come sembra..”, l’invito è stato quindi quello di cercare di approfondire sempre la realtà delle cose, di non prendere in prestito il pensiero altrui, già preconfezionato, ma essere appunto curiosi e aperti.

Ecco i commenti (informali) dei ragazzi che hanno partecipato grazie al professore di religione Bertelli.

– Come hanno risposto al gioco i ragazzi? Com’è stato il gioco in prima persona? “Spaccava, un tocco di classe il fatto che fosse interattivo”, “ottima l’introduzione, bello dire delle cose senza dirle” (in riferimento alla similitudine del barattolo), “faceva venir voglia di finire, ti dava adrenalina”.

– E’ stato facile o difficile fare scelte legate a vite lontane dalla propria realtà? A questa mi hanno risposto in pochi e di getto. Hanno detto un “sì” ma pensando più alla modalità di gioco che all’immedesimarsi. Tirato fuori la questione immedesimazione hanno però ribadito che il gioco era ben fatto ed aiutava subito a farlo. Personalmente già la prima decisione da prendere mi ha mandato in crisi.

– Cosa ha trasmesso il progetto? Aggiungo alla riflessione già riportata prima che era solo di alcuni, le parole di una studentessa che ha detto “quanto è difficile la vita”, espressione di un’altra fetta di studenti.

– Come trasmettere al meglio l’intercultura in classe? Ritornare a guardarsi negli occhi, provare a parlarsi, esprimersi, cercare di capire l’altro ma ancor prima ascoltarlo. Riconoscersi quindi tutti uguali (riconoscere l’umanità che è in me e nell’altro) e tutti diversi. Si scopre che, anche il più vicino a te, l’amico di sempre è tanto simile e tanto alieno, si scopre la difficoltà (mai nasconderla!) e la bellezza di fare questo. Come diceva Ungaretti si scopre che “la parola (e non solo quella aggiungo io) non potrà mai dare il segreto che è in noi, lo avvicina”, si scopre quindi il mistero della nostra umanità che può essere penetrato ma mai esaurito, posseduto.

Questa foto è stata scattata il 7 giugno 2014 da Massimo Sestini e poi premiata con il prestigioso World Press Photo Award. Ritrae un gommone carico di 227 migranti al largo delle coste libiche che viaggia verso la salvezza perché trainato da una nave italiana. Dove sono oggi tutte quelle persone? Un documentario di National Geographic racconta quelle 227 storie…

Yoga della risata – le date estive

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Ecco le nuove date dello yoga della risata al Giardino degli Angeli a Castel San Pietro Terme!

Inoltre Caleidos sarà presente anche all’Ekofest (16 giugno ore 16 circa al Laghetto Scardovi di Castel San Pietro).

Tutti gli incontri sono gratuiti!