Festival delle Diversità, il programma del 20 luglio fra balli e apericena multietnico

Festival delle Diversità, il programma del 20 luglio fra balli e apericena multietnico

Balla come mangi! L’ottava edizione del Festival delle Diversità, che l’associazione castellana per la promozione del benessere psico-sociale Caleidos propone dal 2011, ques’anno vi farà letteralmente ballare. La data da salvare in agenda è il prossimo 20 luglio, dalle 18.30, presso il centro sociale Bertella di Castel San Pietro Terme.

Come da tradizione, ogni festival ha cercato di promuovere l’intercultura, le culture e le differenze come ricchezza in maniere di anno in anno diverse: spettacoli di ballo, di teatro sociale, giochi multietnici, musica, laboratori. Quest’anno, invece, festeggeremo la diversità, anzi le diversità, ballando e mangiando secondo le tradizioni di altri popoli. In scena al centro sociale Bertella, infatti, non ci saranno solo le esibizioni dei gruppi di ballo Danza Africana Imola e Demetra Oriental Dance Group Imola, ma anche dei veri e propri stage aperti a tutti coloro che vorranno sperimentare passi di ballo tipici dell’Africa e dell’Oriente.

Per rifoccillarsi dopo le sessioni di ballo ci sarà un grande aperitivo multietnico a cura di Caleidos e del laboratorio di gastronomia Bio Green Food di Imola. Un’occasione imperdibile per provare gusti, sapori e odori diversi! Il prezzo per l’aperitivo multietnico è di 10 euro per i soci Caleidos, 15 per i non soci, 5 per i bambini.

Per scoprire meglio chi sei, lasciati coinvolgere nei piedi e nelle papille gustative dal Festival delle Diversità di Caleidos! Il ricavato del festival andrà interamente alle associazioni Caleidos e Kasomay.

“Colui che differisce da me, lungi dal danneggiarmi, mi arricchisce… La nostra unità è costituita da qualcosa di superiore a noi stessi: l’uomo”, scriveva Antoine de Saint-Exupéry.

Diversità è… Musica e corpo

Diversità è… Musica e corpo

In tutto il mondo culture, etnie e tribù distinte si differenziano anche per i balli che eseguono, ma al tempo stesso nel ballo si riconoscono: cambiano i ritmi, i passi, i tecnicismi, le motivazioni, le ricorrenze ma non esiste cultura umana che non elabori il ritmo e la musica ballando. Possono essere balli di festa o funebri, legati alla religione o alla natura, ma l’essere umano sempre balla.

Alseny Bangoura è maestro di danze africane dell’ovest, dalla Guinea Conakry, in Italia da 6 anni ma ballerino da tutta una vita. “In Africa si impara a ballare insieme a camminare – racconta così il proprio rapporto con il ritmo e il movimento –. Alla scuola elementare oltre a studiare sui libri, i bambini studiano il corpo, il movimento, la manualità direttamente con l’esperienza pratica”.

In Italia, più in generale nel mondo occidentale, Alseny si sente un ambasciatore della cultura africana. “Porto il nostro modo di vedere il ballo che è un fatto primordiale, che unisce il divertimento a tutti gli altri aspetti della vita dell’uomo e delle stagioni della natura. In Africa l’estate ha il suo ritmo, il raccolto ha la sua musica, tutti i momenti della vita sono scanditi da balli di gruppo, singoli o di coppia. Nella mia cultura il ballo è condivisione della vita, è espressione”. Per questo, analizzandole da un punto di vista antropologico, i passi delle danze africane rimandano al volo degli uccelli, al cammino elegante del leone, all’equilibrio della natura.

A Imola, presso il gruppo Danza Africana Imola dell’associazione Yan Kadì di Trento, Alseny tiene corsi di danza tradizionale africana. Energia, corpo, ritmo, ricerca di se stessi, fatica, emozione sono solo alcuni degli ingredienti che traspaiono osservando le sue allieve, una quarantina complessivamente fra studentesse, lavoratrici, mamme, pensionate, donne di tutte le estrazioni sociali che si mettono a piedi nudi e si lasciano travolgere da una diversità che dona ricchezza personale. C’è chi lo fa per sentirsi bene fisicamente, chi per scaricarsi a fine giornata, chi per essere felice. Il ballo, ricongiungendo l’essere umano al suo stato primordiale (le danze africane di Alseny non prevedono costumi, trucchi o attrezzi), ha un grande potere, che va sperimentato.

Imperdibile occasione per sperimentare in prima persona sulla propria pelle e sui propri piedi le danze africane è il Festival delle Diversità 2018 di Caleidos, il prossimo 20 luglio. Fra le proposte per assaggiare i benefici di una multicultura che accoglie anziché dividere si potranno provare anche le danze africane di Alseny, maestro conosciuto ed apprezzato un po’ in tutto il mondo.

Diversità è… Un cammino insieme

Diversità è… Un cammino insieme

Diversità è un cammino. Per questo fra i partner dell’ottava edizione del Festival delle Diversità di Caleidos, il festival che festeggia le differenze e le ricchezze culturali, siamo lieti di avere il Gruppo Buonumore Walking dell’associazione culturale castellana La Bottega del Buonumore ed associato alla Polisportiva Gito di Castel Guelfo. Si tratta di un gruppo a libera partecipazione che sostiene e diffonde la camminata come atto benefico per il singolo e per il gruppo. “Camminare unisce le persone – spiega Patrizia Grandi, leader del gruppo –. Camminare è importante per l’essere umano in quanto movimento, quindi per il benessere del corpo. Ma camminare è anche importante per fare Gruppo con la G maiuscola, un concetto diverso dal fare gruppo numericamente parlando. Trovarsi, stare insieme, condividere un momento, un’azione, è benefico per lo spirito. I membri del Gruppo Buonumore Walking si ritrovano per stare bene insieme, non solo per stare bene camminando. Fanno parte del gruppo persone diverse per età, professione, provenienza… Ma all’interno del gruppo le differenze si annullano, non sono più tali ma aggiungono valore alla ricchezza del gruppo stesso”.

E’ il caso di dirlo: camminando insieme, passo dopo passo, le differenze delle differenti culture diventano ricchezza. E’ questo lo scopo del percorso di Caleidos nell’intercultura che ogni anno propone la tappa del Festival delle Diversità. Appuntamento ormai consolidato che quest’anno festeggerà l’intercultura e le culture a suon di balli, cibi e la più antica delle attività umane comune a tutti i popoli: lo stare insieme!