Run4Caleidos

Run4Caleidos

RUN FOR CALEIDOS
Sabato 24 giugno a Castel San Pietro si terrà la manifestazione Run4Fun, ovvero una camminata di solidarietà non competitiva. Per partecipare, occorre acquistare una pettorina dalla propria associazione del cuore. Fra le associazioni che prendono parte alla manifestazione c’è anche Caleidos, le cui pettorine si possono prenotare a Monica Manzoni cel. 347 9336636 – e-mail monica@caleidos.bo.it.
Per coloro che camminano con noi e per noi ci sarà un regalo speciale!
Le iscrizioni adulti sono ad offerta libera minimo 5€, ragazzi minimo 2€, famiglie (2 adulti + ragazzi) minimo 10€, gruppi di 4 persone minimo 15€.
run4fun
Festival delle Diversità 2017: le canzoni

Festival delle Diversità 2017: le canzoni

Il Festival delle Diversità di Caleidos ha un inno ufficiale: è la canzone Diverso è naturale delle classi 3A e 3B della primaria Serotti, vincitrice del concorso musicale del Festival 2017. La giuria dell’associazione ha dovuto faticare per decretare la classifica, visti gli ottimi contenuti e la grande originalità dei brani ricevuti. Ma alla fine, eccola:

1: Diverso è naturale

2: Un linguaggio universale

3 parimerito: Diversi in versi & Girotondo

Di seguito i brani interpretati dalle rispettive classi e i testi.

 

DIVERSO E’ NATURALE, classi 3A/3B – scuola primaria G. Serotti –  IC CASTEL SAN PIETRO TERME

Lui è diverso      DIVERSO È NATURALE.

Lui è diverso      OGNUNO È ORIGINALE.

Lei è diversa, la sua pelle è scura      QUESTO CERTO NON MI FA PAURA.

Lei è diversa,  la sua lingua non capisco     MA  ANCHE COL CUORE SE VOGLIO INTUISCO.

Lui è snello    IO SONO PAFFUTELLO.

Lei ridere mi fa    ED IO AL BISOGNO SON QUA.

Lei sa disegnare ED IO SO CANTARE.

Sono diversi: pregano altri dei        OGNI RELIGIONE HA I SUOI PREGI ED I SUOI NEI.

Siamo diversi nelle abilità  MA  SE CI AIUTIAMO, VIA LE DIFFICOLTÀ.

Ora ho capito che diverso è bello,

che ogni uomo è sempre mio fratello.

Ora ho capito che se mettiam gli occhiali

possiam notare che tutti abbiam le ali.

Ora ho capito che abbiam tante emozioni

che ci fan cantare milioni di canzoni.

Ora ho capito che siam solo una voce

è come un fiume che va dritto alla sua foce.

Ora ho capito che diverso è divertente,

e che viviamo in armonia con l’altra gente.

 

UN LINGUAGGIO UNIVERSALE, classi 2A/2B – scuola primaria G. Serotti –  IC CASTEL SAN PIETRO TERME

Siamo diversi dammi la mano,

vedrai che insieme andremo lontano.

Abbiamo un sogno da realizzare

ed una meta da conquistare.

Siamo speciali,

ma tutti uguali,

siamo veloci oppure  un po’ lenti …

Grande è l’attesa della conquista,

senza  la resa,  dai tutti in pista!!!!

C’è una forza dentro di noi,

apri il tuo cuore se tu lo vuoi.

Se messi insieme facciamo di più!

Non solo io, non solo tu!

Uniamo le forze, andiamo più in alto,

facciamo insieme un grande salto.

Forse è difficile, ma credi a me

dell’amicizia il segreto  è!!! 

È  universale questo linguaggio

Conosci l’altro, dai, coraggio!!!

 

DIVERSI….IN VERSI! classe 1B – scuola primaria G. Serotti –  IC CASTEL SAN PIETRO TERME

DIVERSI I NOMI

DIVERSI I COGNOMI.

CAMBIANO  I  CAPELLI

MA SON TUTTI BELLI.

OCCHI CHIARI OCCHI SCURI

DEI BAMBINI SONO PURI.

BIMBI ALTI BIMBI BASSI

TUTTI FANNO GRANDI PASSI.

COLORI, FORME, STOFFE DEI  VESTITI

MA L’IMPORTANTE È ESSERE PULITI.

DIFETTI E QUALITÀ

FANNO LA FELICITÀ.

QUALSIASI SIANO I GUSTI

SON TUTTI MOLTO GIUSTI.

VOCI DIFFERENTI

SUONANO IN TUTTI I CONTINENTI.

SIAMO NOI PERSONE DIVERSE

MA LE UGUAGLIANZE

NON SARANNO MAI PERSE!

 

GIROTONDO, classe 1A – scuola primaria G. Serotti –  IC CASTEL SAN PIETRO TERME

Giro girotondo

veniam da tutto mondo

veniamo da lontano

su diamoci la mano

Io solo piccolino

tu invece grandino

Io sono cicciottino 

tu invece magrolino

A me piace cantare

a te invece ballare

La mia pelle è bianca

è bianca come il latte

la tua è scura

come il cioccolato

insieme facciamo

un gustoso gelato

Siam tutti diversi

lo diciam con questi versi

siamo tutti amici

saremo più felici!

L’altra faccia della migrazione

L’altra faccia della migrazione

La cooperativa che fra i tanti servizi (educativi, socio assistenziali ed inserimento lavorativo) si occupa anche di accoglienza e integrazione coinvolta per il Festival delle Diversità 2017, all’interno del pic-nic della domenica (sotto, le foto), è la cooperativa Camelot di Ferrara, nata nel 1999 come coop sociale ed impegnata nell’assistenza ai migranti richiedenti asilo da una decina di anni. All’inizio dell’attività di accoglienza, nel 2001, la coop si occupava del Centro servizi integrati per l’immigrazione di Ferrara e dei comuni della provincia coordinato dall’assessorato alle Politiche sociali di Ferrara e gestito da Camelot stessa. Nel 2006 ha aperto la prima struttura di accoglienza Sprar; da allora sono seguite molte altre esperienze ed oggi Camelot è attiva sui territori di Ferrara, Ravenna e Bologna, Imola compresa.

Abbiamo chiesto a Francesco Grossi, operatore socio-culturale ed oggi anche referente territoriale per i progetti su Imola, in cosa consiste il lavoro dell’accoglienza, un’attività oggi ancora più delicata di ieri per via dell’emergenza e degli equilibri politici riguardo quello che resta un dovere di tutti gli Stati: l’accoglienza internazionale.

Francesco, con quale percorso di diventa operatori socio-culturali?

“Oggi esistono diverse strade, fra cui corsi di laurea ad hoc. Personalmente vengo da studi universitari in Antropologia, durante i quali ho scelto un tirocinio formativo presso il CIE di Bologna, a stretto contatto con i primi migranti dell’emergenza Nord Africa. Per caso mi sono trovato in una realtà particolare, ricca dal punto di vista umano ma anche delicata; in pochi mesi ho capito che sarebbe stato il mio lavoro e nonostante altre esperienze dopo il tirocinio, ho avuto la fortuna di incontrare Camelot che mi ha accolto nell’ambito di lavoro che volevo seguire”.

Che lavoro è quello dell’operatore socio-culturale?

“Un lavoro complesso ma fondamentale. Bisogna saper operare in maniera trasversale fra tematiche differenti: sociali, psicologiche, burocratiche. Le professionalità che lavorano nell’accoglienza sono molteplici: oltre agli operatori ci sono psicologi, insegnanti di italiano, mediatori linguistici, animatori sociali, consulenti legali. Ognuno ha il suo compito, tutti ruoli importanti con grandi competenze, per i quali servono anche consapevolezza e conoscenza, e per questo la formazione è continua. L’operatore però è il primo riferimento dei beneficiari e deve saper rispondere ai bisogni fondamentali e mettere in contatto con le altre professionalità secondo le esigenze. E poi non bisogna dimenticare tutte le figure che operano nella gestione dei progetti, nel coordinamento e in amministrazione; non direttamente sul campo, diciamo, ma si tratta comunque di ruoli connessi all’accoglienza”.

Chi sono i beneficiari dell’accoglienza, quelli che comunemente sono chiamati migranti?

“Sono persone, non di più non di meno. Persone con storie spesso difficili, con differenze gli uni dagli altri che li rendono unici. Per questo non mi piacciono i termini plurali come migranti o richiedenti asilo, appunto. Dal punto di vista tecnico, sono persone giunte in Italia al fine di richiedere protezione internazionale o umanitaria come sancito dagli Accordi di Ginevra che l’Italia ha sottoscritto, perché la protezione è un diritto dell’individuo. Nel loro percorso di accoglienza, i migranti devono corrispondere la propria storia ad una Commissione territoriale che si occupa poi di rilasciare il documento di protezione più opportuno sulla base della storia: asilo politico e protezione sussidiaria durano 5 anni, protezione umanitaria due. È anche possibile che la protezione non sia riconosciuta”.

Perché hai scelto questo lavoro?

“Avere a che fare con le storie delle persone è sempre emozionante. Si tratta di persone diverse da me e dai miei conoscenti, che provengono da luoghi diversi da quelli che conosco, che hanno esperienze diverse. Oltre alla definizione data prima, si tratta di persone. E questo rende il mio lavoro ricco ma complesso. Servono impegno e motivazione”.

Una tua motivazione?

“Come ho detto, le esperienze. Ad esempio un paio di settimane fa mi ha emozionato molto vedere lo spettacolo I minotauri al quale hanno collaborato e partecipato alcuni ragazzi del centro di Imola La Pascola impegnati nel volontariato con l’associazione culturale Extravagantis. Alla stessa maniera è stato emozionante ed arricchente l’esperienza con voi di due anni fa (lo spettacolo Bhramanakariri-Viaggiatori per il Festival delle Diversità 2015, ndr). Questi momenti di condivisione sono molto importanti per i nostri ospiti, sono momenti che veicolano integrazione con il territorio, un’integrazione utile per loro ed anche per il territorio stesso”.

Credi che si possa fare di più?

“Assolutamente. In primis con le collaborazioni come queste, ottimi modi per coinvolgere entrambi i lati dell’integrazione: chi accoglie e chi viene accolto. Camelot da questo punto di vista è sempre disponibile ad attivare nuove forme di collaborazione, di incontro e di valorizzazione delle comunità. Del resto fino a che i richiedenti asilo si trovano in un centro di accoglienza fanno al cento per cento parte di una comunità, e allora è bene cercare punti di contatto che possano arricchire tutti”.

IMG-20170605-WA0002

IMG-20170605-WA0005

Soffi di Felicità… Al giardino degli angeli

Soffi di Felicità… Al giardino degli angeli

C’è un luogo magico, che arriva dritto al cuore. È il Giardino degli Angeli, un incantevole luogo curato con amore e custode di bellezza. Proprio al centro di questo giardino, desideriamo portare le nostre risate estive. Sì, perché il desiderio di Felicità e l’impegno per il benessere non vanno in vacanza!
Monica Manzoni sarà la tua insegnante di risate.
Chiedi a lei informazioni (cel. 347 9336636 – e-mail monica@caleidos.bo.it).
Ti aspettiamo per vivere insieme momenti di pura gioia!
Scarica il volantino qui: Soffi di Felicità al Giardino
Soffi di Felicità al Giardino
#Giornifelici elisir: in viaggio verso il proprio invecchiamento felice

#Giornifelici elisir: in viaggio verso il proprio invecchiamento felice

In quanti vorremmo trovare una formula magica per non sentire il peso degli anni che passano…

Dobbiamo subito chiarire una cosa: l’invecchiamento non corrisponde alla vecchiaia. La cosiddetta vecchiaia è un’epoca della vita determinata dagli anni che si hanno, mentre l’invecchiamento è un processo di crescita che è diverso per ciascuno, a seconda di come conduciamo la nostra vita. Non è vantaggioso solo vivere a lungo, ma è necessario anche vivere bene! Oltre alla salute fisica, è importante saper godere di uno stato di benessere complessivo, che si raggiunge più attraverso il proprio modo di guardare a sé stessi che attraverso buone condizioni oggettive.

Non siamo preparati ad affrontare l’invecchiamento. C’è però una buona notizia: è possibile allenare la propria capacità di costruire benessere, così come si allenano i muscoli del corpo. Ti sorprenderai di quanto, in poco tempo, diventerai abile a svelare bellezza e opportunità in ogni dove!
Il laboratorio #giornifelici Elisir si rivolge a persone adulte che desiderano allenarsi a costruire il proprio invecchiamento felice. Si svolge in 12 incontri settimanali di 2 ore ciascuno il giovedì ore 16-18, a partire dal 28 settembre 2017 presso la CRA Beata Vergine delle Grazie, via Beniamino Gigli 26, BO.

Scarica il tuo elisir qui!sentemente elisir bo